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M5S SUL CASO EMPIRE DI CATANIA

  Roma, 15 ottobre 2015 - come si apprende da notizie di stampa, la partecipazione del sindaco di Catania, Enzo Bianco, all'inaugurazione della strada degli Artisti, in cui viene immortalato insieme a Domenico di Bella - uomo simbolo della movida catanese e, sulla base di quanto dichiarato dal Procuratore di Catania Patanè, "prestanome del boss Ieni nella gestione del locale Emipire" recentemente posto sotto sequestro -, non solo desta sconcerto, quanto mina profondamente la credibilità e l'onorabilità dell'Amministrazione cittadina. Pertanto, si rende doveroso, innanzitutto, che il Sindaco chiarisca quanto prima, in presenza del Consiglio Comunale aperto all'opposizione, quali rapporti sussistano tra l'Amministrazione e chi, a vario titolo, gestisce un locale posto sotto sequestro a seguito di indagini inerenti l'attività mafiosa; nonché, ferma restando prerogativa della magistratura l'accertamento di eventuali responsabilità in sede giudiziaria, appare opportuno che l'Assessore alla Cultura, Orazio Licandro, rassegni immediate dimissioni non solo per aver patrocinato l'evento, ma soprattutto per essersi prestato a fungere da raccordo tra l'Amministrazione di Catania e locali sottoposti a controllo da parte della mafia.   Sen.ce Ornella Bertorotta Sen.ce. Nunzia Catalfo Sen. Mario Michele Giarrusso On. Giulia Grillo Dep. Reg. Giannina Ciancio Dep. Reg. Angela Foti

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LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

Non sono le solite minacce, che comunque sono sempre gravi e non vanno mai sottovalutate soprattutto quando provengono dalla mafia.

Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

Questo consente ai boss di mantenere in piedi…

PIERA AIELLO: È UN ONORE ESSERE TRA LE 100 DONNE DEL 2019

Con grande onore sono stata inserita nel programma della BBC  “100 women of 2019” dove hanno partecipato anche  donne vincitrici del premio Nobel. Ringrazio la BBC e dedico questa nomination alla mia famiglia, a Rita Atria e a Paolo Borsellino, persone a me care che mi hanno permesso di essere la donna che sono oggi.

MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

Dall’omicidio di Piersanti  Mattarella sono passati ben 40 anni. Non sono pochi. L’oblio per anni aveva preso il sopravvento. Adesso bisogna ritornarci, ritornarci con rigore  e capire di più e consegnare così alle nuove generazioni una memoria di Mattarella potente, potremmo dire “pericolosa” perché non scontata, burocratizzata, addomesticata ma viva, dinamica che vuole il cambiamento e vuole ispirare chi intende liberarsi dalla mafia e dal  suo sistema di relazioni.

Il Leader politico e il Presidente della Regione Mattarella aveva ben tre muri da abbattere per realizzare il suo sogno di cambiamento:

1) Il muro di Cosa Nostra. Un muro consolidato e costruito in due secoli di penetrazione nella società, nell’economia e nella politica. La Democrazia Cristiana scelse nel dopoguerra di andare a patti con la mafia in funzione anti-sinistra dopo che nel 1947, alle prime elezioni libere per l’elezione dell’Assemblea Regionale, vinse il “Blocco del Popolo”. Con la strage di Portella delle G…