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MAFIA A MASSA CARRARA

ESTRATTO RAPPORTO FONDAZIONE CAPONNETTO

FOCUS

MASSA CARRARA

La provincia di Massa Carrara per la posizione geografica e per il tipo di economia risulta appetibile per le organizzazioni criminali mafiose.
Da un lato vi sono le cosche del ponente ligure e dall'altro gli interessi di altri gruppi provenienti dal sud in arrivo su un territorio considerato accogliente.
Il territorio dimostra una discreta propensione all'uso della cocaina (operazione codino in primis), alla prostituzione diffusa con numerose minorenni rumene (operazione del 4 luglio 2011) ed inoltre ad aggravare il tutto ci sono i molteplici incendi dolosi tra cui quello di inizio dicembre del club Regina di Cuori o quello ancor più recente al cantiere navale nel capannone dello Lb Yacht.
Non bisogna poi dimenticare il marmo e tutto ciò che ruota attorno ad esso dal lavoro nero nelle cave, al trasporto, agli appalti delle strada del marmo. In proposito occorre far notare la presenza di numerose imprese provenienti da zone dell'Italia assoggettate alla criminalità organizzata, i controlli quindi devono essere continui senza ovviamente fare alcuna generalizzazione.
La crisi economica porta anche all'aggravamento del fenomeno dell'usura e recentemente un soggetto dedito a tale pratica originario di Carrara e residente a Viareggio ha subito un sequestro di beni da parte della DIA di Genova pari a 6 milioni di euro.
Il territorio si presta come altri al gioco d'azzardo e gli interessi di Cosa Nostra non mancano come si evince dalla maxi operazione contro il re delle slot machines di Caltanissetta con una società sequestrata anche a Massa Carrara.
Se a tutto ciò aggiungiamo l'allarme della DIA di Napoli sulla presenza dei casalesi a Massa Carrara dopo l'arresto di Zagaria e le paure dei cittadini con relative denunce anonime contro il pizzo, non si può non rilevare una situazione nel suo complesso abbastanza grave.
Massa Carrara rischia quindi di trovarsi colonizzata dalle organizzazioni mafiose.

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