Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Giugno, 2017

INTERROGAZIONE GIARRUSSO SU CASO PISCINE A FIRENZE

ePub Versione per la stampa Mostra rif. normativi Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07736 Atto n. 4-07736 Pubblicato il 29 giugno 2017, nella seduta n. 849 GIARRUSSO , NUGNES , CASTALDI , MORONESE , CAPPELLETTI , DONNO , SERRA , MANGILI , PUGLIA - Ai Ministri dell'interno, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che a quanto risulta agli interroganti: secondo quanto riportato da "il Fatto Quotidiano" del 23 giugno 2017, si apprende che la Procura di Firenze avrebbe avviato un'indagine per turbativa d'asta e falso in atto pubblico, in merito all'assegnazione, a privati, di 2 piscine comunali fiorentine; nell'ambito dell'inchiesta, risulterebbero iscritti nel registro degli indagati: l'assessore allo sport del comune di Firenze, Andrea Vannucci, la dirigente dell'assessorato allo sport Elena Toppino, i funzionari comunali Loris Corti e Jacopo Vicini, i membri dell…

LUMIA 2012- DENUNCIA MAFIA A NISCEMI

OPERAZIONE DIA A GELA

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

COMUNICATO STAMPA

LA D.I.A. DI CALTANISSETTA SEQUESTRA BENI
A DUE SOGGETTI CONTIGUI A COSA NOSTRA DI GELA

La Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni emesso dal quel Tribunale  Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, nei confronti dei coniugi LONGO Valerio, 45enne originario di Hilden (Germania), e RINZIVILLO Monica 43enne di Gela (CL).
Gli stessi coniugi, nel dicembre 2006, erano stati coinvolti, unitamente ad altre 91 persone, nelloperazione “Tagli Pregiati, nellambito della quale furono tratti in arresto e successivamente condannati, con sentenza passata in giudicato nel 2007, per associazione mafiosa, in quanto risultati imprenditori di fiducia e al completo servizio della famiglia gelese dei RINZIVILLO.
Il sequestro ha riguardato numerosi beni tra cui n. 6 attività commerciali operanti nel settore della costruzione, assemblaggio, mont…

CAMORRA: SEQUESTRO DA 10 MILIONI

GIARRUSSO SU VOTO SCAMBIO A NISCEMI

AUDIO BOSS GRAVIANO TRASCRITTO

CAMORRA: ARRESTATO BABY BOSS

ARRESTATO CATANESE DELLA 'NDRANGHETA A MILANO

CACCIATORI (CC) ARRESTANO LATITANTE

NISCEMI ARRESTATO EX SINDACO PER VOTO DI SCAMBIO

PIEMONTE E LOMBARDIA - 11 ARRESTI

LA MAFIA DEI RIFIUTI IN TOSCANA

LAMEZIA: 7 ARRESTI

ACCESSO DIA CATANIA CANTIERE A 18

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

COMUNICATO STAMPA

CATANIA: ACCESSO DELLA D.I.A. Al CANTIERE PER I LAVORI DI RIPRISTINO DELLA PAVIMENTAZIONE PRESSO LA BARRIERA DI SAN GREGORIO E DEGLI SVINCOLI DI ACIREALE E GIARRE.


Nellambito dei compiti istituzionali di monitoraggio delle imprese impegnate nella realizzazione di opere pubbliche, personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in ottemperanza al Decreto emanato dal Prefetto di Catania, dott.ssa Silvana RICCIO, ha diretto e coordinato laccesso ispettivo presso il cantiere ove sono in corso i lavori di ripristino della pavimentazione stradale in corrispondenza della barriera di San Gregorio e degli svincoli di Acireale e Giarre dellautostrada A18 ME-CT, per un importo di circa 800.000 euro.
Il controllo della DIA, riguardante tutte le imprese coinvolte nei lavori ed effettuato in sinergia con il Gruppo Interforze  istituito presso lUfficio Territoriale del Governo di Catania e composto da rappresentanti della DIA, della P…

UCCISO GIORNALISTA IN MESSICO

AVOLA ED I FIGLI DEI BOSS - INTERVIENE GIARRUSSO

FIRENZE: 7 ARRESTI PER FALSI ALTA MODA

UCCISO A COLTELLATE A LONDRA GIOVANE ITALIANO

RELAZIONE DNA 2016 - CRIMINALITÀ SARDA

Come  dimostra  l’assenza  di  iscrizioni  per  il  delitto  di  cui  all’art.  416  bis  c.p., nemmeno  nel  periodo  in  esame  si  sono  evidenziate  manifestazioni  criminose direttamente  riconducibili,  per  matrice  o  per  metodologia,  alla  criminalità organizzata  di  tipo  mafioso.  Sono  però  emersi  collegamenti  di  appartenenti  a sodalizi  di  camorra  e  di  ‘ndrangheta  con  gruppi  criminali  sardi,  finalizzati all’approvvigionamento  di  sostanze  stupefacenti,  ed  anche  ad  investimenti  in alcuni  lucrosi  settori  economici  come quello  turistico. Il  territorio  sardo  continua  dunque  a  essere  caratterizzato,  prevalentemente,  da manifestazioni  delinquenziali  di  matrice  autoctona  -  spesso  a  carattere organizzato  –estranee,  nel  metodo  usato  e  nelle  finalità  criminali  perseguite, ad  un  controllo  egemonico  e  pervasivo  del  territorio  tipico  dei  sodalizi mafiosi  tradizionali. Tali  sodalizi  autoctoni  hanno  da  tempo  abbando…

RELAZIONE DNA 2016 - LE PIANTAGIONI DEI CRIMINALI SARDI IN TOSCANA ED UMBRIA

Nell’ultimo  periodo  sono  state  scoperte  coltivazioni  di  marjiuana  in  Toscana ed  Umbria da  parte di  appartenenti  alla criminalità organizzata  sarda.   La  dimensione  e  la  capacità  produttiva  delle  piantagioni  sequestrate,  dislocate in  località  impervie  e  difficilmente  raggiungibili,  a  tutela  delle  quali  erano stati  realizzati  sofisticati  presidi,  dimostrano  che  l’attività  in  questione  è ormai un  bussiness  criminale  di  grande  livello,  appannaggio  di  gruppi  delinquenziali organizzati.  

'NDRANGHETA - 14 ARRESTI

OPERAZIONE ANTIMAFIA - NOTO - RIFIUTI - 4 ARRESTI

YAKUZA : UN ARRESTO PER ESTORSIONE

RELAZIONE DNA 2016 - MAFIA A FOGGIA

La  mafia  operante  nella  provincia  di  Foggia  presenta  delle  caratteristiche  del tutto  diverse  da  quelle  del  circondario  di  Bari:  storicamente  suddivisa  tra “Mafia  dei  Montanari”-  riferita  ai  sodalizi  della  zona  garganica  -  e  “Mafia della  Pianura”-  riferita  alla  zona  della  Capitanata-,  le  organizzazioni  mafiose operanti  nel  territorio  in  esame  –  pur  presentandosi  frammentate  e  prive  di  un vertice  aggregante  –  evidenziano  una  solida  strutturazione  interna,  forte  senso di  autodisciplina,  capacità  di  programmare  e  attuare  strategie  criminali  e  di intessere  alleanze  sia  tra  i  diversi  gruppi  operanti  sul  territorio;  sia  con sodalizi  mafiosi  campani  e  calabresi. La  duttilità  nell’  intessere  tali  relazioni  è  indotta  -  a  differenza  che  da improvvisate  mire  espansionistiche  o  personali  ambizioni  carrieristiche, tipiche  della  mafia  del  barese-  da  decisioni  strategiche  legate  a  variazi…

ACCADE A FOGGIA

LA MAFIA CINESE TOSCANA ANCHE A MODENA

ARRESTATO NARCOS - POLIZIOTTO INFEDELE

OMICIDIO A CATANZARO

COMMISSIONE CIE: CHIUDERE CARA MINEO

SEGNALASI ARTICOLO SU SAN MARINO

RELAZIONE DNA 2016 - CAMORRA IN FRIULI

Quanto  invece  alla  presenza  di  realtà  criminali  legate  ai  clan  camorristici,  si  è da  poco  sviluppata  –  ed  è  ancora  in  corso  –  una  vasta  indagine  al  momento concretizzatasi  in  numerose  perquisizioni  ed  avvisi  di  garanzia,  su  una  nota quanto  diffusa  rete  di  esercizi  pubblici,  gestita,  non  solo  in  F.V.G.,  da  soggetti di  origine  napoletana.  Questi  ultimi,  attraverso  una  serie  di  ristoranti  e pizzerie,  avrebbero  il  compito  di  riciclare  denaro  proveniente  da  traffici illeciti  campani  per poi  reindirizzare  il  denaro  “pulito” nel  napoletano.  Appare significativo,  in  proposito,  che  nella  vicenda  sembra  svolgano  un  ruolo  alcuni professionisti  di  stanza  a  Napoli  che  non  si  limiterebbero  a  mere  funzioni  di intermediazione,  ma  potrebbero  aver assunto  livelli  di  direzione nella  vicenda.   Si  tratta  di  un  intreccio  ancora  da  chiarire  ma  che  reca  elementi  di  novità  e che  potrebbe  co…

RELAZIONE DNA 2016 SULLA 'NDRANGHETA IN FRIULI

La  ‘ndrangheta  calabrese  appare  molto  più  attiva  e  “connessa”  al  territorio. Peraltro,  a  differenza  delle  cosche  siciliane,  la  mafia  calabrese  si  è storicamente  denotata  per  la  propria  capacità  di  esportare,  con  una  specie  di franchising  criminale,  la  struttura  organizzativa  in  altre  regioni  e  Stati  pur imponendo  il  comando  strategico  presso  la  “famiglia”  o  “struttura”  di  origine residente in  Calabria.   Indagini  recenti  a  Trieste  incentrate  sulla  figura  del  clan  Iona,  che  hanno portato  alla  emergenza  un  contesto  criminale  di  tipo  associativo  creatosi tuttavia  molti  anni  or  sono,  hanno  evidenziato  una  vasta  presenza  criminosa che  ha  diversificato  i  suoi  interessi  dal  traffico  di  cocaina,  al  contrabbando  di carburante  fino  al  tradizionale  intervento  diretto  negli  appalti  edilizi  attraverso la gestione di  ditte  di  movimento  terra e  con  il  reperimento  di  manodopera.
Per  dare …

RELAZIONE DNA 2016 - COSA NOSTRA IN FRIULI

Per  quanto  riguarda  le  organizzazioni  criminali  più  “tradizionali”,  Cosa Nostra  siciliana  sembra  concentrarsi  sulla  attività  di  reinvestimento  di  capitali illeciti  in  operazioni  finanziare  e  immobiliari  “legali”  come  segnalato  da  vari sequestri  preventivi  nella provincia di  Udine. Su  Cosa Nostra la DIA  segnala alcuni  provvedimenti  ablativi:
  In  data  3/02/2016  il  Centro  Operativo  DIA  di  Palermo  ha  eseguito  un provvedimento  di  confisca  (del  Tribunale  di  Palermo)  nei  confronti dell’imprenditore  edile  palermitano  PECORA  Francesco,  deceduto  il 3/05/2011,  e  dei  suoi  eredi,  per  un  valore  complessivo  di  oltre  100  milioni di  euro. Il  PECORA,  personaggio  di  rilievo  della  consorteria  mafiosa  palermitana “cosa  nostra”,  annovera  come  suoi  coimputati  nei  “processi  di  mafia” personaggi  di  alto  spessore  criminale,  quali  Pippo  CALO’,  Antonino ROTOLO,  Tommaso  SPADARO  e  Giuseppe  FICARRA.  La  figlia  …

RELAZIONE DNA 2016 - RISCHI CHE CORRE IL FRIULI

In  tali  senso,  il  Procuratore  distrettuale  triestino  segnala  alcuni  eventi  di natura  geopolitica  che  hanno  -  peraltro  -  concorso  negli  anni  a  contribuire  a far  assumere  al  FVG  un  ruolo  di  assoluta  preminenza  nel  panorama  dei traffici  criminali.  Li  riassumiamo  sinteticamente: a)  la  presenza,  nelle  zone  limitrofe  delle  repubbliche  appartenenti  alla  ex Jugoslavia,  di  gruppi  di  potere di  criminalità organizzata; b)  il  sorgere  nei  Balcani  e  in  vari  parti  dell’Europa  orientale  di  uno  dei  più vasti  mercati  per  lo  spaccio  di  droga,  in  particolare  cocaina,  della  quale  la mafia  calabrese  ha  ormai  il  monopolio  di  importazione  grazie  agli  stretti legami  rafforzati  con  i  clan  colombiani  e  soprattutto  con  il  cartello messicano  di  Sinaloa; c)  l’aumentata  produttività  ed  influenza  del  porto  di  Trieste,  divenuto strategico  per  la proiezione  del  commercio  verso  l’Est; d)  il  tumultuoso  c…

CANTONE (ANAC) - CORRUZIONE NEI RIFIUTI IN TOSCANA

RAPPORTO DNA 2016 - LA COSTITUZIONE FORMALE DI COSA NOSTRA

Va  ribadito  ancora  una  volta  anche  in  questa  sede  come  “Cosa  Nostra”  appaia dotata  di  una  sorta  di  “costituzione  formale”  e  di  una  sua  “costituzione materiale”.  In  alcuni  momenti  storici  ha  contato  di  più  la  sua  costituzione materiale,  nel  senso  che  il  governo  dell’organizzazione  è  stato  retto  secondo le  scelte  dei  capi  ed  a  prescindere  dal  rispetto  delle  regole.  Nel  momento  in cui  l’azione  investigativa  dello  Stato  ha  portato  alla  cattura  di  tali  capi,  se  la cosiddetta  costituzione  materiale  dell’organizzazione  è  entrata  in  crisi,  la costituzione  formale  di  Cosa  Nostra,  ha  ripreso  importanza  e  tutt’ora  consente alla  struttura  di  sopravvivere  anche  in  assenza  di  importanti  capi  riconosciuti in  stato  di  libertà. Il  ricorso  alle  vecchie  e  mai  abrogate  regole  di  vita  dell’organizzazione consente,  dunque,  alla  stessa  di  sopravvivere  in  momenti  di  crisi  come l’attuale.  …

LA VIOLENZA DEL CLAN NEL RAGUSANO

RELAZIONE DNA 2016 - COSA NOSTRA NON SI STA CAMORRIZZANDO

Le  indagini  su  “Cosa  Nostra”  continuano  ad  avvalersi  dell’apporto fondamentale  offerto  dai  collaboratori  di  giustizia,  che  hanno  fornito informazioni  di  grande  importanza  sugli  attuali  assetti  organizzativi  delle consorterie  mafiose  –  confermandone  la  struttura  unitaria  e  piramidale  ed  il mantenimento  delle  tradizionali  regole  interne  –  sui  loro  interessi  economici  e su  gravi  fatti  delittuosi  da  queste  perpetrati.  Tali  informazioni  smentiscono ancora  una  volta,  ove  fosse  necessario,  talune  indicazioni  operate  da  altri osservatori  del  fenomeno  mafioso  che  teorizzano  una  sorta  di “camorrizzazione”  dell’organizzazione  mafiosa  “Cosa  Nostra”  ed  un  suo inarrestabile  declino  (senza peraltro  neppure conoscere a  fondo  le camorre).

RELAZIONE DNA 2016 - IL CASO DI LIGNANO SABBIADORO IN FRIULI

In  sostanza,  si  presenta  un  allarmante  quadro  sulla  capacità  di  infiltrazione  in Friuli  Venezia Giulia  delle cosche mafiose.   Sono  soprattutto  i  mutati  i  rapporti  fra  sodalizi  criminali  internazionali  e  il variare  delle  condizioni  geopolitiche  a  proiettare  il  F.V.G.  come  regione strategica  nello  sviluppo  di  traffici  criminali.   All’uopo  la  Procura  distrettuale  di  Trieste  ha  incentivato  presso  le  autorità istituzionali  della  Regione,  la  costituzione  di  un  Osservatorio  permanente  sul fenomeno  mafioso  volto  a  dare  continuità,  a  tutti  i  livelli,  all’opera  di opposizione fattiva alle mafie ormai  installatesi  nella Regione.   Come  esempio  di  capillare penetrazione  della  malavita organizzata  nel  tessuto legale  del  Friuli  Venezia  Giulia  va  necessariamente  ricordata  l’indagine, ancora  in  corso,  sulle  evidenti  irregolarità  del  voto  amministrativo  del Comune  di  Lignano  Sabbiadoro,  uno  dei  gioie…

MAFIA ROMA : 23 ARRESTI E SEQUESTRI PER 280 MILIONI

LUMIA: Codice antimafia, sequestro e confisca per i corrotti punto irrinunciabile

La riforma del Codice antimafia è in dirittura d’arrivo al Senato. E’ una legge che mi coinvolge particolarmente, sia perché seguo da anni questi temi, sia perché sono stato designato relatore insieme al senatore Pagliari. Da relatore ho seguito passo passo questo provvedimento, costituito da tre pilastri in grado di far fare un salto di qualità alla lotta alle mafie. Il primo riguarda il rafforzamento delle misure di prevenzione patrimoniale contro i corrotti, con il sequestro e la confisca dei loro beni alla stregua dei mafiosi e dei terroristi. Una scelta che tanto sta facendo discutere, ma si tratta di un punto qualificante a cui non si può rinunciare. Abbiamo resistito e mantenuto in piedi l’impianto originario, affinchè contro la corruzione si possano finalmente ottenere risultati profondi e duraturi. Il secondo pilastro riguarda le misure di prevenzione patrimoniale nella loro applicazione concreta. In questo campo finalmente si avranno procedure più efficaci, per fare realm…

OMICIDIO A VIBO

TRAFFICO DI RIFIUTI A FIRENZE

STIDDA A MASSA

GIORNATA DI GIUSTIZIA A CORLEONE-FIOR DI CORLEONE

Oggi a Corleone si è "consumata " una bella giornata di Giustizia e si è affermato la certezza del Diritto.
Dopo anni di ingiustificata attesa la confisca di una proprietà del Capo Mafia Lo Bue è stata eseguita.
Adesso "dobbiamo " decidere quale sarà il suo riutilizzo sociale.
Si "dobbiamo" e non devono.
L'impegno del Sindaco Bernardino Verro, del Sindacalista Placido Rizzotto, del Politico Pio La Torre, del Generale dei Carabinierid Carlo Alberto Dalla Chiesa, dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e del Pastorello Giuseppe Letizia ci impongono la parola "dobbiamo" L'Associazione Fior di Corleone intende favorire , fe animare questo percorso di partecipazione popolare. E tu....da che parte stai?

Mafia: sgombero casa Lo Bue a Corleone è un importante segnale di legalità DI GIUSEPPE LUMIA

Lo sgombero della casa confiscata e occupata dalla famiglia mafiosa dei Lo Bue, eseguito stamani a Corleone, è un segnale importante di legalità per una comunità che vuole liberarsi della presenza mafiosa, dopo la vera e propria dittatura dei Riina, dei Provenzano e dei Bagarella.
Un segnale che si pone in continuità con il percorso intrapreso con le elezioni del 1993, che ha vissuto diverse fasi di successo e purtroppo qualche ricaduta. Ma il cammino deve andare avanti sul piano culturale e repressivo, sociale e dello sviluppo del territorio. Con lo sgombero di oggi si segna un’altra tappa positiva. La loro è stata una famiglia asservita agli equilibri mafiosi tra i Riina ed i Provenzano. Si sono arricchiti sulle spalle della gente onesta. Adesso anche il loro potere viene messo in discussione in modo eclatante. Naturalmente bisogna sempre vigilare, perché la strada è ancora irta di ostacoli e tentativi di grandi ritorni, come quello del nipote di Riina, del figlio con le sue iniziat…

COMUNICATO STAMPA GIARRUSSO (M5S): FINALMENTE LA GIUSTIZIA ARRIVA ANCHE PER I LO BUE A CORLEONE

ROMA, 20 GIUGNO 2017 -  Questa mattina le Forze dell’Ordine sono intervenute per effettuare lo sgombro dell'immobile confiscato e occupato dalla famiglia Lo Bue reggenti della famiglia Provenzano a Corleone. “Complimenti alle forze dell'Ordine e alla Commissione Prefettizia di Corleone istituita dopo lo scioglimento del Comune di Corleone avvenuto il 12 agosto 2016” a complimentarsi è il senatore Mario Giarrusso, componente della commissione Antimafia. “Attraverso atti dello Stato così rilevanti, i cittadini e gli imprenditori onesti di Corleone verranno riconosciuti come i protagonisti di una Comunità dove la Giustizia e Legalità prevale sui mafiosi, inoltre il percorso di abbattimento del muro di omertà e indifferenza sta andando avanti nell’affermare quotidianamente i valori della libertà economica, dell’onestà e della qualità della vita”. Conclude Giarrusso.

FIRENZE: SEQUESTRO DI 23 KG DI COCAINA

RISSE IN PIAZZA INDIPENDENZA A FIRENZE

COSA NOSTRA: CONFISCA DA 30 MILIONI (ANCHE IN FRIULI)

LA VERGOGNOSA CORRUZIONE DEL COLONNELLO IN TRIVENETO