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PARMA E LA MAFIA

Estratto del rapporto Fondazione Caponnetto

PROVINCIA DI PARMA

La situazione della provincia è particolarissima. Il Comune di Parma è stato, fino a poco tempo fa, commissariato.
La provincia di Parma è al 17esimo posto per il numero di reati denunciati nel 2011(22.835), in base alla statistica pubblicata dal Sole 24 Ore. La provincia è stata colpita anche da gravi episodi di corruzione, elemento questo che, inevitabilmente, favorisce le infiltrazioni mafiose nell’economia legale. La rilevante presenza di sodalizi calabresi nel territorio subisce l’influenzata anche dalla vicinanza della bassa Lombardia, dove la ‘ndrangheta è molto forte.
Sono operative nella provincia dirette articolazioni di alcune delle cosche più pericolose, quali: Grande Aracri di Cutro, gli Arena, dei Martino, gli Ariola, i Barbaro, i Nirta –Strangio, i Bellocco di Rosarno, e i Gallo di Gioia Tauro.
Sono molto presenti anche elementi di spicco della camorra, tra i quali il clan dei Sarno del quartiere di Ponticelli di Napoli, nonché soggetti vicini alla famiglia Panepinto di Bivona (AG), ritenuti vicini a “cosa nostra”.
Sul territorio permangono gravi fenomeni legati alla prostituzione al narcotraffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, spesso in mano a organizzazioni criminali stranieri che, comunque collaborano fattivamente con quelle italiane.

Di seguito sono elencati alcuni episodi di maggior rilievo:
  • Ottobre 2010, un esponente di spicco della camorra, Raffaele Guarino, originario di Somma Vesuviana, capo del clan “Guarino-Celeste” del quartiere Barra di Napoli, è stato ucciso, nella propria abitazione di Medesano (PR), dove si trovava in libertà vigilata. Guarino aveva avuto contrasti con il clan Aprea del quartiere napoletano di Barra e nel 2005 era sopravvissuto ad un altro tentativo di omicidio;
  • Ottobre 2010, due persone arrestate, beni per 6 milioni di euro sequestrati, tre persone denunciate. E' il bilancio di un'operazione della Guardia di Finanza di Crotone. Le persone tratte in arresto sono due imprenditori di Isola di Capo Rizzuto (Kr), uno dei quali ritenuto vicino agli ambienti criminali della cosca “Arena” e il secondo residente a Parma, sottoposto agli arresti domiciliari;
  • Febbraio 2011, operazione “Blu Notte”, i Carabinieri di Parma hanno arrestato cinque persone per sfruttamento della prostituzione all’interno di club privato. L’organizzazione era composta, oltre che da italiani, anche da soggetti di origine rumena, bulgara e sudamericana;
  • Febbraio 2011, i Carabinieri di Milano hanno sgominato un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di cocaina gestito da gruppi di persone legate alla 'ndrangheta. Sono stati arrestati 16 soggetti italiani ritenuti responsabili di importare cocaina dalla Colombia. Le città coinvolte sono varie province lombarde, Reggio Calabria e Parma;
  • Febbraio 2011, tre organizzazioni dedite al traffico e spaccio di droga sono state sgominate da un'operazione della Squadra Mobile di Ragusa, che ha eseguito 35 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Catania. Le bande, che operavano, una nel Ragusano e due nel Catanese, trafficavano in particolare cocaina, hashish, ecstasy e lsd. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti a Ragusa, Catania, Agrigento, Palermo, Siracusa, Napoli, Prato, Parma, Reggio Emilia e Milano;
  • Marzo 2011, una banda facente capo alla famiglia Martino di Cutro dedita alle rapine nelle case, ai distributori di benzina e alle farmacie, e allo spaccio di droga, è stata sgominata dai Carabinieri di Crotone che hanno scoperto anche gli autori di un tentato omicidio e di un attentato intimidatorio compiuto ai danni di un assessore comunale di Cutro. I militari hanno arrestato 14 persone fra Crotone, Cutro, Guastalla (Reggio Emilia), Crema e Cremona, accusate di far parte di una banda responsabile di numerose rapine, ricettazione e porto di armi clandestine, scorrerie in armi. La banda, secondo l'accusa, era anche dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti nei locali pubblici e nelle scuole e nel corso di un regolamento di conti avrebbe tentato di uccidere un appartenente ad un gruppo rivale che voleva acquisire il controllo del territorio;
  • Marzo 2011, i Carabinieri di Parma hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria una persona, nata nella provincia di Napoli, perché ritenuta responsabile dell’omicidio di Raffaele Guarino, avvenuto in Medesano (PR), nell’ottobre 2010;
  • Aprile 2011, i Carabinieri di Parma hanno arrestato una coppia di nigeriani, marito e moglie, che alla vista dei militari hanno cercato di sottrarsi al controllo. A bordo dell’auto venivano rinvenuti 38 gr. di cocaina già divisi in dosi ed altri 13 gr. sono stati trovati nell’abitazione dei due;
  • Aprile 2011, operazione “La Qualunque”, i Carabinieri di Salsomaggiore Terme (PR) hanno arrestato sei persone (quattro calabresi, un siciliano ed un albanese) appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita a truffe e ricettazione. Tra gli arrestati, figura anche un calabrese affiliato alla ‘ndrina “Grande Aracri” di Cutro;
  • Aprile 2011, operazione “Il Corsaro” la Squadra Mobile di Parma ha arrestato 18 persone, maghrebini, albanesi e italiani, appartenenti a sette gruppi criminali autonomi che operavano in zone diverse della città, ma che collaboravano tra loro scambiandosi la droga o condividendo gli stessi clienti e fornitori. Le accuse sono di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Altre 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state notificate a persone già detenute per altri reati, mentre 17 indagati sono attualmente ricercati. Nel corso dell’indagine, avviata nel 2008, gli agenti avevano già arrestato più di 50 persone (30 del Maghreb, 3 albanesi e gli altri italiani) in flagranza di reato, sequestrando complessivamente 40 chili di hashish, 6 di eroina e 200 grammi di cocaina;
  • Giugno 2011, un uomo è rimasto ferito a una spalla da un colpo di pistola sparato da ignoti mentre passeggiava per una strada periferica di Parma. Il ferito è un pluripregiudicato di etnia rom residente in un campo nomadi di Roma;
  • Luglio 2011, operazione “Raiders”, i Carabinieri di Parma hanno eseguito 12 perquisizioni in campi nomadi nelle province di Reggio Emilia, Modena e Milano, con lo scopo di rintracciare i responsabili di una serie di furti in ville avvenuti a Parma, Neviano degli Arduini, Langhirano, Lesignano dé Bagni e Traversetolo;
  • Settembre 2011, un'evasione Iva da 635 mila euro scoperta dall'Agenzia delle Entrate di Parma in collaborazione con l'Ufficio Antifrode della Direzione Regionale Emilia-Romagna. L'evasione smascherata dai funzionari del fisco si reggeva sul classico modello della "frode carosello". Le indagini hanno infatti dimostrato che la merce spedita da San Marino anziché arrivare in provincia di Reggio Emilia, come risultava dalla fatture, giungeva direttamente negli stabilimenti della società parmense attiva nel settore della lavorazione della plastica. In questo modo la società madre era riuscita a ottenere crediti Iva non dovuti e a godere di un margine più ampio nella determinazione del prezzo di vendita dei materiali rispetto alle imprese concorrenti. Inoltre, attraverso i pagamenti a favore dell'azienda sanmarinese, sua diretta emanazione, la società parmense aveva potuto spostare parte dei capitali in un territorio a fiscalità privilegiata, beneficiando di un ulteriore vantaggio fiscale;
  • Dicembre 2011, quattro tunisini arrestati in flagranza di reato, due ordinanze di custodia cautelare eseguite in carcere, 13 denunce (una nei confronti di un'avvocatessa), il sequestro di una 'kebaberia' che fungeva da area di smistamento, questo è il bilancio di un'operazione della Squadra Mobile di Parma per una serie di reati che vanno dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al falso, alla simulazione di reato. Le indagini hanno permesso di scoprire un traffico di esseri umani, che aveva il fulcro nella città emiliana. Il tragitto, tramite paesi islamici, portava all'Italia attraverso l'Austria o la Slovenia. Dall’inchiesta è emerso che, per regolarizzare la situazione dei clandestini, venivano stipulati finti contratti di lavoro e perfino matrimoni con donne italiane compiacenti con l'intervento dell'avvocatessa civilista di Parma, che è stata indagata a piede libero come le due giovani italiane che si sono prestate a questo escamotage;
  • Gennaio 2012, beni per un valore di 65 milioni di euro sono stati confiscati dagli uomini della DIA di Napoli ad esponenti del clan dei “casalesi”. Sono stati eseguiti provvedimenti emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), nei confronti di Pasquale Zagaria, fratello del capo clan Michele, e degli imprenditori Gaetano Iorio, detenuto e noto esponente dell'organizzazione criminale dei “casalesi”, facente capo a Francesco Schiavone detto 'Sandokan', e Aldo Bazzini (parmigiano). Gli investimenti del clan avvenivano nel settore dell'edilizia che in quello del calcestruzzo e in questo contesto emerge anche la figura di Aldo Bazzini, il cui rilevante patrimonio, costituirebbe il frutto del reinvestimento delle cospicue risorse, di provenienza illecita. Le indagini patrimoniali hanno consentito di sottoporre a vincolo di confisca diversi beni: terreni, immobili, quote societarie, polizze assicurative, titoli finanziari, conti bancari, libretti postali, obbligazioni, autovetture, per un valore totale di oltre 65milioni di euro;
  • Gennaio 2012, i Carabinieri di Torre del Greco (NA), hanno catturato il latitante Carmine Esposito, 55 anni, di Casoria, ricercato in tutta Europa per 2 provvedimenti restrittivi emessi dalla magistratura del Centro e Nord Italia (11 anni e 11 mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alle rapine e rapina con sequestro di persona, reati commessi a Parma e a Firenze). I militari lo hanno arrestato a San Giorgio a Cremano mentre si aggirava per la cittadina in compagnia di un pregiudicato 44enne ritenuto affiliato al clan camorristico dei Sarno, che è stato arrestato per favoreggiamento;
  • Gennaio 2012, operazione "Light in the woods", trenta ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. L’indagine ha interessato anche le città di Torino, Firenze, Genova, Massa Carrara e Parma. Gli arrestati sono indiziati di appartenere alla cosca della 'ndrangheta denominata "Ariola", attiva nella zona delle Preserre vibonesi (Vibo Valentia);
  • Maggio 2012, operazione "Venus", il Nucleo Investigativo dei Carabinieri ha svolto indagini contro lo sfruttamento della prostituzione di ragazze dell'Est, nel corso della quale sono state arrestate sei persone e venti sono finite agli arresti domiciliari, oltre ai 44 avvisi di garanzia. Sono stati chiusi sette nightclub del parmense. Tra gli arrestati anche avvocati, poliziotti e vigili;
  • Giugno 2012, i Carabinieri hanno arrestato, a Parma, Salvatore Casella, il "gregario", braccio esecutivo del clan dei Sarno, per concorso in omicidio per ben 4 delitti, tutti collaboratori di giustizia puniti per il loro tradimento.
Conclusioni

Nella provincia di Parma sussiste una situazione grave ed assolutamente da non sottovalutare. La presenza mafiosa si conferma ai massimi livelli, così come il rischio colonizzazione.






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