Passa ai contenuti principali

VERTICE ANTIMAFIA A FIRENZE 10 PROPOSTE

VERTICE ANTIMAFIA

10 PROPOSTE FONDAZIONE CAPONNETTO

Si parla sempre più spesso di lotta alla mafia, ma non si fa abbastanza in quanto manca una visione multiforme del problema. Sono stati fatti passi avanti contro l'ndrangheta grazie alla Boccassini a Milano ed a Pignatone a Reggio Calabria ed il modello Caserta contro i casalesi funziona, ma non basta per questo è meglio fissare dei paletti, lanciare dei segnali forti ed inequivocabili.
Come fondazione noi vogliamo uno stato che risani il bilancio con i 200 miliardi di euro delle organizzazioni mafiose italiane e straniere (2000 miliardi in Europa)
Vogliamo un testo unico antimafia, non un codice che si è dimenticato dell'ndrangheta.
Vogliamo un 41 bis (carcere duro) per i mafiosi sempre più rafforzato ed efficace.
Vogliamo che diventino reato l'autoriciclaggio e la corruzione tra privati.
Vogliamo che i soldi recuperati ai mafiosi vengano spesi per la giustizia e le forze dell' ordine che non hanno benzina.
Vogliamo che i testimoni di giustizia siano maggiormente tutelati così come i cittadini soggetti a rischio usura.
Vogliamo l'azzeramento dell'attuale normativa sugli appalti che non sbarra la strada ai mafiosi ed ovviamente la sostituzione con una più efficace.
Vogliamo che i beni dei mafiosi vengano confiscati ed assegnati ed utilizzati in fretta.
Vogliamo che i giudici vadano seguendo l'esempio di Caponnetto nelle terre mafiose ad occupare i posti vacanti.
Vogliamo un rafforzamento della Dia che ritorni allo spirito originario voluto da Falcone e sponsorizzato da Caponnetto.

Auspichiamo per ottenere ciò la creazione di una classe politica nuova che venga formata dall'esperienza della migliore antimafia odierna che da sola non basta a fronteggiare la mafia.


Salvatore Calleri
Presidente

Post popolari in questo blog

LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

Non sono le solite minacce, che comunque sono sempre gravi e non vanno mai sottovalutate soprattutto quando provengono dalla mafia.

Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

Questo consente ai boss di mantenere in piedi…

PIERA AIELLO: È UN ONORE ESSERE TRA LE 100 DONNE DEL 2019

Con grande onore sono stata inserita nel programma della BBC  “100 women of 2019” dove hanno partecipato anche  donne vincitrici del premio Nobel. Ringrazio la BBC e dedico questa nomination alla mia famiglia, a Rita Atria e a Paolo Borsellino, persone a me care che mi hanno permesso di essere la donna che sono oggi.

MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

Dall’omicidio di Piersanti  Mattarella sono passati ben 40 anni. Non sono pochi. L’oblio per anni aveva preso il sopravvento. Adesso bisogna ritornarci, ritornarci con rigore  e capire di più e consegnare così alle nuove generazioni una memoria di Mattarella potente, potremmo dire “pericolosa” perché non scontata, burocratizzata, addomesticata ma viva, dinamica che vuole il cambiamento e vuole ispirare chi intende liberarsi dalla mafia e dal  suo sistema di relazioni.

Il Leader politico e il Presidente della Regione Mattarella aveva ben tre muri da abbattere per realizzare il suo sogno di cambiamento:

1) Il muro di Cosa Nostra. Un muro consolidato e costruito in due secoli di penetrazione nella società, nell’economia e nella politica. La Democrazia Cristiana scelse nel dopoguerra di andare a patti con la mafia in funzione anti-sinistra dopo che nel 1947, alle prime elezioni libere per l’elezione dell’Assemblea Regionale, vinse il “Blocco del Popolo”. Con la strage di Portella delle G…