Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Reggio Calabria
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA
LA D.I.A. DI REGGIO CALABRIA E LA GUARDIA DI FINANZA DI FIRENZE E PISTOIA CONFISCANO BENI PER 45 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORE OPERANTE IN CALABRIA E IN TOSCANA.
Il personale della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria e i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze e di Pistoia, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, stanno eseguendo una confisca di beni, ai sensi della normativa in tema di misure di prevenzione, nei confronti di un imprenditore operante, in maniera occulta, nel settore della sanità privata calabrese (gestione di case di cura e centri riabilitativi) e in quello immobiliare (mediante imprese operanti in Toscana ed in Calabria).
L’intero patrimonio sottoposto a confisca, stimato in 45 milioni di euro, è costituito da aziende e società, numerosi immobili, autoveicoli e rapporti finanziari.
Maggiori dettagli saranno forniti in sede di conferenza stampa che si terrà, alle ore 10:00 del 9 marzo 2016, presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria alla presenza del Procuratore della Repubblica Federico CAFIERO DE RAHO, del Capo Centro D.I.A. e del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.
Reggio Calabria, 9 marzo 2016
Comando Provinciale di Reggio Emilia - Reggio Emilia , 21/11/2025 13:42 Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia - che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. Proprio questo è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente. L’anziana d...
