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Bari - Intercettati circa 8 milioni di euro non dichiarati ai fini valutari al porto e aeroporto di Bari


 Nel corso del 2025, gli scali portuali e aeroportuali di Bari hanno registrato un significativo incremento dei flussi di passeggeri, mezzi e merci. Tale crescita ha comportato un sensibile rafforzamento delle attività di controllo quotidianamente svolte, finalizzate al contrasto dei traffici illeciti e alla salvaguardia della sicurezza dei confini nazionali.

In questo contesto operativo, la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sulla base del rinnovato e consolidato Protocollo d’Intesa siglato dai Vertici delle due Istituzioni, attraverso un costante monitoraggio dei viaggiatori e con particolare attenzione al contrasto dell’illecita movimentazione di valuta, hanno intercettato, complessivamente, circa 8 milioni di euro, tra denaro contante e titoli assimilabili, in ingresso e in uscita dal territorio dello Stato presso i punti di confine portuale ed aeroportuale per i quali non sono stati osservati gli obblighi dichiarativi previsti in materia valutaria.

Nello specifico, presso il porto di Bari, a fronte di oltre 563 interventi, l’azione sinergica e continuativa delle due Amministrazioni ha consentito l’individuazione di circa 6 milioni di euro illecitamente trasportati con sanzioni comminate per circa 879 mila euro, mentre presso il locale scalo aeroportuale, all’esito di 560 interventi eseguiti, sono stati intercettati circa 2 milioni di euro privi della necessaria dichiarazione, con un introito per le casse dello Stato, in termini di sanzioni comminate, di poco superiore ai 130 mila euro.

L’attuazione del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, suffragata dall’analisi di rischio quotidianamente posta in essere e continuamente implementata, testimonianza del costante lavoro di aggiornamento da parte dei finanzieri e dei funzionari dell’ADM, ha permesso di disvelare nuove e a volte sofisticate strategie di occultamento della valuta, tra le quali emergono doppi fondi artatamente ricavati sui mezzi e nei bagagli dei passeggeri, schermatura del denaro con l’utilizzo di strati di carta stagnola od ulteriore oggettistica detta “di copertura”, per non permettere la rilevazione dello stesso attraverso le strumentazioni tecniche in dotazione presso i varchi doganali.

In diversi casi, l’unità cinofila anti-valuta (cash-dog di nome Kristina) in forza alla Squadra Cinofili del Gruppo Pronto Impiego Bari della Guardia di Finanza, ha fornito un contributo determinante, consentendo di rinvenire banconote occultate tra gli effetti personali dei passeggeri o in vani supplementari negli automezzi.

I risultati complessivamente conseguiti nel corso dell’anno confermano la rilevanza strategica dei controlli quotidianamente svolti dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel settore del contrasto ai traffici illeciti, ai fenomeni di riciclaggio e alla tutela degli interessi economico-finanziari del Paese.

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