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Sequestro preventivo di beni fino alla concorrenza di 7 milioni di euro nei confronti di 3 indagati Napoli - I soggetti sono indagati, a vario titolo, per peculato, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio

 


Nella mattinata odierna militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione II – reati contro la Pubblica Amministrazione, nei confronti di tre soggetti indagati, a vario titolo, per i reati di peculato, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio.

Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa che ha consentito di accertare un meccanismo sistematico di distrazione di risorse ai danni di un'associazione sportiva beneficiaria di contributi erogati da Università, amministrazioni pubbliche e organismi sportivi nazionali.

Dall'attività svolta è emerso che, tra il 2018 e il 2024, l’allora legale rappresentante dell’associazione avrebbe reiteratamente sottratto risorse dell’ente, a beneficio proprio e di familiari, mediante bonifici bancari, versamenti di contante e accrediti tramite POS, avvalendosi a tal fine di una seconda associazione sportiva risultata priva di una reale autonomia organizzativa e gestionale.

Tali movimentazioni finanziarie, pari complessivamente a 4,5 milioni di euro, si sarebbero intensificate negli ultimi mesi della gestione dell’indagato, con bonifici disposti anche mediante home banking in orari serali e notturni e, in alcuni casi, perfino durante l'assemblea convocata per il rinnovo degli organi dell’associazione.

Al fine di ostacolarne l’identificazione della provenienza delittuosa, una parte delle somme illecitamente sottratte, pari a 2,5 milioni di euro, dopo essere confluita nella seconda associazione sportiva, sarebbe stata trasferita ai familiari dell’allora amministratore mediante bonifici e prelievi di contante, confluendo, per la quasi totalità, su rapporti bancari detenuti in Germania. Tali somme sarebbero state, quindi, reimpiegate per investimenti finanziari, attività imprenditoriali, acquisti e ristrutturazioni immobiliari.

In particolare, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, sono stati individuati in Germania 83 rapporti bancari, 2 autoveicoli di lusso, 21 immobili e 4 attività imprenditoriali riconducibili agli indagati.

Sulla base degli elementi raccolti, accogliendo la richiesta di questa Procura della Repubblica, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha quindi disposto il sequestro preventivo del patrimonio mobiliare e immobiliare degli indagati fino a concorrenza dell’illecito profitto o reimpiego delle condotte contestate, pari complessivamente a 7 milioni di euro.

L’esecuzione del provvedimento in Germania è avvenuta grazie all’attivazione degli appropriati meccanismi di cooperazione giudiziaria internazionale  e di coordinamento assicurati da Eurojust. In particolare, l’Unità italiana di Eurojust è riuscita ad organizzare in breve tempo tutte le attività da svilupparsi in Germania, con la collaborazione del Desk tedesco di Eurojust e con il coinvolgimento della Procura di Colonia,  che a sua volta ha assicurato il raccordo tra varie autorità tedesche coinvolte nella complessa procedura.

Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare reale adottata nella fase delle indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagini e, pertanto, devono ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Ultimo aggiornamento: 03-09-2026, 18:29

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