Bari, 2 nov. - (Adnkronos) - Un debito insoluto di circa 300 euro, maturato per l'acquisto di droga, in particolare cannabinoidi. Da questo mancato pagamento si è innescata una escalation di violenze, minacce di morte e intimidazioni protrattesi per diversi mesi, da febbraio ad agosto scorso. Lo hanno accertato a Gravina in Puglia i carabinieri del Comando provinciale di Bari che hanno eseguito un'ordinanza cautelare di arresto nei confronti di cinque persone in relazione alle ipotesi di reato, a vario titolo, di 'sequestro di persona a scopo di estorsione', 'lesioni personali aggravate', 'estorsione aggravata', 'rapina' e 'detenzione ai fini della vendita di sostanze stupefacenti aggravata'. Il provvedimento, richiesto dal pubblico ministero della Procura della Repubblica, è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo pugliese. L'attività investigativa ha preso avvio dalla denuncia presentata da un giovane, minorenne, ospite di una comunità educativa del territorio murgiano, affiancato dagli operatori della struttura. Tra gli episodi contestati figurano diverse minacce telefoniche e telematiche indirizzate alla vittima, persino con intimidazioni dell'uso di armi da fuoco; una rapina avvenuta a maggio sorso, durante il quale al giovane è stato strappato lo smartphone ed è stato riferito che sarebbe stato restituito solo a saldo del debito; due differenti episodi di sequestro di persona a scopo di estorsione: il primo ad aprile, quando il minorenne è stato caricato con la forza su un'automobile e picchiato in una zona isolata di campagna; il secondo a luglio, quando la vittima è stata attirata con l'inganno in un esercizio pubblico, di nuovo malmenata, trascinata in un'area boschiva e sottoposta a pestaggio di gruppo. E' stato inoltre documentato il pagamento di una parte del credito da parte di uno degli educatori della comunità, nel tentativo di mettere fine alle vessazioni e di recuperare il telefono cellulare. Per quanto concerne le misure applicate, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di due degli indagati e la misura degli arresti domiciliari per gli altri tre indagati.
Bari, 2 nov. - (Adnkronos) - Un debito insoluto di circa 300 euro, maturato per l'acquisto di droga, in particolare cannabinoidi. Da questo mancato pagamento si è innescata una escalation di violenze, minacce di morte e intimidazioni protrattesi per diversi mesi, da febbraio ad agosto scorso. Lo hanno accertato a Gravina in Puglia i carabinieri del Comando provinciale di Bari che hanno eseguito un'ordinanza cautelare di arresto nei confronti di cinque persone in relazione alle ipotesi di reato, a vario titolo, di 'sequestro di persona a scopo di estorsione', 'lesioni personali aggravate', 'estorsione aggravata', 'rapina' e 'detenzione ai fini della vendita di sostanze stupefacenti aggravata'. Il provvedimento, richiesto dal pubblico ministero della Procura della Repubblica, è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo pugliese. L'attività investigativa ha preso avvio dalla denuncia presentata da un giovane, minorenne, ospite di una comunità educativa del territorio murgiano, affiancato dagli operatori della struttura. Tra gli episodi contestati figurano diverse minacce telefoniche e telematiche indirizzate alla vittima, persino con intimidazioni dell'uso di armi da fuoco; una rapina avvenuta a maggio sorso, durante il quale al giovane è stato strappato lo smartphone ed è stato riferito che sarebbe stato restituito solo a saldo del debito; due differenti episodi di sequestro di persona a scopo di estorsione: il primo ad aprile, quando il minorenne è stato caricato con la forza su un'automobile e picchiato in una zona isolata di campagna; il secondo a luglio, quando la vittima è stata attirata con l'inganno in un esercizio pubblico, di nuovo malmenata, trascinata in un'area boschiva e sottoposta a pestaggio di gruppo. E' stato inoltre documentato il pagamento di una parte del credito da parte di uno degli educatori della comunità, nel tentativo di mettere fine alle vessazioni e di recuperare il telefono cellulare. Per quanto concerne le misure applicate, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di due degli indagati e la misura degli arresti domiciliari per gli altri tre indagati.
