TERRA FUOCHI: 8 MISURE CAUTELARI IN PROVINCIA DI CASERTA, FANGHI INDUSTRIALI SVERSATI SUI TERRENI AGRICOLI
Castel Volturno caserta, 02 nov. - (Adnkronos) - Associazione per delinquere e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nonché di inquinamento ambientale sono i reati contestati a vario titolo ad 8 persone, indagate nella "terra dei fuochi" e raggiunte questa mattina da un'ordinanza di applicazione di misura cautelare eseguita dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta. Gli indagati sono imprenditori e dipendenti di una società che si occupa del recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a Castel Volturno. Disposta l'applicazione del divieto temporaneo di esercizio, nello specifico settore dei rifiuti, di attività d'impresa nei confronti di 2 indagati, del divieto di dimora nella provincia di Caserta per gli altri 6 nonché il sequestro preventivo della somma di 1.530.000 euro, della società sopraindicata, con i relativi beni immobili e mobili, i mezzi impiegati per il trasporto del materiale e i terreni agricoli oggetto di sversamento. II provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli a parziale accoglimento della richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia fa riferimento a una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa, congiunta avviata dai Carabinieri dei Nuclei Operativi Ecologici (NOE) di Napoli e Caserta e della Compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, che ha avuto inizio nel settembre del 2024 e si è protratta per un anno. L'indagine è partita dopo gli esiti di un controllo effettuato dai militari del NOE di Caserta e dalla Stazione di Grazzanise. Nell'occasione, su terreni del comune di Cancello e Arnone venne rinvenuto materiale di colore scuro e maleodorante, poi risultato essere fango non recuperato derivante dal trattamento dei reflui industriali delle industrie conserviere, come accertato anche da tecnici dell'ARPAC Campania. Le indagini hanno permesso di accertare che dall'impianto gestito dalla ditta uscivano ingenti quantitativi di fanghi. Tali scarti, prodotti dal trattamento dei reflui industriali di diverse aziende conserviere del Salernitano, non venivano in realtà mai sottoposti ad alcun processo di recupero. Nonostante ciò, solo dal punto di vista documentale risultavano aver perso la qualifica di rifiuto (End of Waste) ed essere stati trasformati in terreno riciclato, di fatto questi fanghi venivano poi sversati illegalmente su vari terreni dell'agro aversano, i quali venivano subito dopo arati e seminati. L'attività investigativa ha consentito anche di registrare numerosi accessi nell'impianto di veicoli, anche non autorizzati, carichi di inerti da demolizione, che venivano poi sversati tal quali, senza alcun processo di recupero, su diversi terreni circostanti, per effettuare livellamenti fondiari.
