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Dalle segnalazioni su YouPol al delivery a casa o in punti d’incontro apparentemente anonimi: 15 arresti della Polizia di Stato. Oltre 3,5 chili di droga sequestrati

 

aTra la droga “viaggiante” su due ruote e quella nascosta tra le lamiere delle auto, poi consegnata in punti d’incontro apparentemente insospettabili, dopo essere stata stoccata in case adibite a veri e propri magazzini, si muove il canovaccio dell’attività della Polizia di Stato nella Capitale, che, in pochi giorni, ha restituito un bilancio di 16 arresti per un totale di tre chili e mezzo di sostanze stupefacenti sequestrate.

Le modalità operative dei pusher, sempre più fluide e mimetiche, sono state intercettate dagli agenti della Questura di Roma grazie ad una combinazione di controlli sul territorio, appostamenti discreti e segnalazioni dei cittadini, con il prezioso supporto dell’applicazione YouPol.

Tra i blitz più significativi, spicca quello messo a segno dai “Falchi” della VI Sezione della Squadra Mobile a Labaro, dove due donne avevano scelto un autolavaggio a gettoni di via Falcade come punto di ritrovo “sicuro ed insospettabile” per concludere lo scambio droga-denaro.

Il passaggio di “testimone” è stato intercettato in diretta dagli agenti, che hanno fermato le complici approfondendo ulteriormente il controllo.

All’interno di un barattolo nascosto vicino alla leva del cambio dell’auto, parcheggiata appena all’esterno dell’esercizio, sono stati trovati 17 involucri di cocaina e 100 euro contanti. Per entrambe è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Spacciava “a cielo aperto”, invece, il pusher intercettato in via Aldo Capitini. Dopo averlo osservato mentre riceveva i clienti dietro appuntamento, i poliziotti hanno fatto scattare il blitz, riuscendo a bloccarlo nonostante il tentativo di dileguarsi in un sottoscala e di liberarsi della busta contenente le dosi da smerciare.

Non sono mancati all’appello i rider della droga, come i cinque corrieri finiti in manette nel corso di tre distinte operazioni condotte tra la periferia ed il centro.

Intercettati dagli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio, del XV Distretto Ponte Milvio e del Commissariato di P.S. Romanina, trasportavano la droga sulle “quattro ruote” per smistarla ai rispettivi clienti. Nel cuore della Capitale, il “giro di spaccio” partiva dall’ordinativo via social network per poi concludersi con rapidi scambi in punti di incontro precedentemente pattuiti.

In zona corso Francia, invece, la consegna era stata “travestita” da una coppia, intercettata dagli agenti, da una visita ad una parente, per poi essere svelata dal ritrovamento del carico sul tavolo della cucina e delle dosi di scorta nascoste nella biancheria intima che la donna indossava. All’interno del reggiseno, sono stati ritrovati infatti 19 involucri tra crack e cocaina.

Di fondamentale importanza si è rivelata anche una segnalazione anonima sull’applicazione YouPol, che ha condotto gli agenti tra le mura di una abitazione sita in zona Portuense. Gli approfondimenti effettuati sul posto dalle pattuglie delle Volanti e dell’XI Distretto San Paolo hanno lasciato emergere che la casa fosse di fatto adibita a deposito per la droga. Il proprietario, romano di 51 anni, è stato arrestato ed è ora gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Altri 6 arresti sono scattati tra via Boccea, via Tuscolana, Primavalle, Grotta di Gregna ed i comuni di Colleferro e Tivoli, dove le dosi venivano occultate dai pusher tra gli indumenti intimi, nei bagagli o all’interno dei veicoli.

Le operazioni, frutto di una costante attività di controllo del territorio, arricchita dalla preziosa collaborazione dei cittadini, confermano il valore di un’attenta opera di prevenzione che mappa l’intero tessuto urbano e della sicurezza partecipata come elemento strategico di contrasto ai fenomeni criminali.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

 


30/01/2026 Roma

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