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Barletta, Andria e Trani - Sequestro finalizzato alla confisca di beni e disponibilità finanziarie per circa 11.000.000 di euro

 


Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica alla stessa sede, ha emesso un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente di oltre 11 milioni di euro nei confronti di n. 2 amministratori di diritto e di fatto ed n. 1 socio di imprese coinvolte in una frode fiscale perpetrata tramite l’impiego di soggetti esteri riconducibili agli indagati.

Tale provvedimento, eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani, ha riguardato due società sottoposte a verifica fiscale che, seppur costituite in Francia, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte nello Stato italiano, erano in toto gestite a Barletta da soggetti residenti nella sesta provincia pugliese.

Così facendo, entrambe le società, c.d. “esterovestite”, hanno evitato che nelle casse dello Stato Italiano entrassero oltre 8 milioni di euro, frutto di imposte e tasse calcolate su circa 30 milioni di euro di ricavi mai dichiarati.

Le indagini sono partite dalla richiesta di informazioni e collaborazione amministrativa pervenute al Nucleo di Polizia Economica Finanziaria di Barletta dal collaterale organo spagnolo, riguardanti società con sede in Spagna, oggetto di controllo fiscale, che indirettamente – tramite due società cosiddette cartiere, di diritto francese - intrattenevano rapporti economici, commerciali e finanziari con una società con sede a Barletta. Infatti, dall’analisi della documentazione acquisita dai Finanzieri nella sede della società corrispondente in Italia, emergeva l’esistenza di due società fittizie, con sede legale in Francia, amministrate da soggetti operanti a pieno titolo nella Provincia BAT che ricevevano fatture, trasferivano fondi, ricevevano ordini di accordi commerciali direttamente da una società italiana riconducibile agli stessi amministratori delle società cartiere di diritto francese.

Tutto ciò ha determinato la segnalazione, all’Autorità Giudiziaria, dell’amministratore di fatto delle società e il rappresentante legale delle stesse, rivelatosi poi un prestanome nelle mani del primo, per evasione fiscale per le annualità d’imposta dal 2016 al 2019.

Le attività di indagine hanno fatto altresì emergere l’esistenza di numerosi debiti con il fisco - iscritti a ruolo - per oltre 3 milioni di euro da parte dell’amministratore di fatto delle società di diritto francesi. Di conseguenza il soggetto, in concorso con altro, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Trani per il reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”, avendo reso inefficace la procedura di riscossione coattiva dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, mettendo in piedi una sistematica serie consecutiva atti fraudolenti, come la cessione di quote sociali a favore di una LTD inglese - corrispondente alla S.r.l. italiana - con sede a Londra, comunque riconducibile agli stessi soggetti italiani.

Ma la fraudolenza di tale manovra non è sfuggita alla Procura della Repubblica, anche quando uno degli indagati, senza disporre di alcuna risorsa economica evidente ha acquistato una villa a Trani di 12 vani con annesse pertinenze per 550 mila euro, la cui provvista era stata prelevata da un conto corrente intestato ad una fiduciaria, soggetto titolare apparente delle disponibilità finanziarie, in realtà attribuibili agli indagati.

L’operazione di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza riportata, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, rientra nell’ambito della serrata azione di contrasto alle frodi ed evasioni fiscali, anche internazionali, che costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo economico perché, causando enorme pregiudizio alle entrate tributarie del Paese, distorce inesorabilmente la concorrenza e l’allocazione delle risorse pubbliche, minando l’equità sociale se si sottraggono spazi di intervento pubblico a favore dei più deboli.

Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.

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