DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA
Centro Operativo di Catania
COMUNICATO STAMPA
A conclusione di un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia – guidata dal Procuratore Dott. Giovanni Salvi, collaborato dal sost. proc. D.ssa Iole Boscarino – sviluppata attraverso l’utilizzo di apparecchiature tecniche, intercettazioni telefoniche e classiche attività d’investigazione, personale del Centro Operativo DIA di Catania, supportato da quello specializzato della DIA di Roma, nel pomeriggio di ieri 04.08.2014, ha fatto irruzione, in uno stabile sito nel comune di Misterbianco (CT), ove all’interno di un appartamento, è stato trovato il latitante PAPPALARDO Mario, pluripregiudicato, colpito da ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP di Catania nello scorso mese di giugno nell’ambito dell’operazione denominata “Ippocampo”, poiché ritenuto responsabile di appartenere, con ruolo verticistico, all’organizzazione mafiosa denominata Mazzei alias “carcagnusi”, omonima del capo mafia Mazzei Sebastiano, Nucciu u “caccagnusu”, in atto ricercato (figlio di Santo MAZZEI, detenuto al 41 bis OP, considerato uomo d’onore, vicino ai noti mafiosi Bagarella e Brusca, entrambi legati al mandamento di Corleone).
Il PAPPALARDO, alla vista del personale della DIA, avendo intuito che gli era stata preclusa ogni via di fuga, non ha opposto alcuna resistenza.
All’interno dell’abitazione sono state identificate altre tre persone, deferite alla competente A.G. per il reato di favoreggiamento personale. Nel medesimo contesto, il personale operante ha proceduto al sequestro di vario materiale, nonché al sequestro amministrativo di armi lunghe e corte con il relativo munizionamento, il tutto al vaglio delle competenti Autorità.
Nell’insieme, l’operazione “Ippocampo” ha permesso di acquisire una considerevole quantità di gravi indizi a carico di più soggetti, indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso aggravata, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni e trasferimento fraudolento di valori.
La famiglia MAZZEI esercita l’egemonia mafiosa nella città di Catania ed in particolare nel noto quartiere di San Cristoforo, dove a seguito dell’operazione Ippocampo sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di € 1.500.000; quest’ultima, negli anni ha assunto la leadership nel traffico di stupefacenti, in stretto collegamento con le famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro (RC). Nel panorama catanese la famiglia dei carcagnusi è considerata tra le più pericolose per la spietatezza con la quale, i sodali, esercitano l’egemonia criminale nel territorio di competenza; inoltre, il fatto di essere federati con il clan agguerrito dei “corleonesi”, che hanno insanguinato con le loro azioni la città di Palermo, evidenzia la pericolosità della cosca, irridente di qualunque contrasto posto in essere dalle istituzioni.
Mario PAPPALARDO, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Catania- Bicocca a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.-
Catania, 5 agosto 2014
Comando Provinciale di Palermo - Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...
