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DIRETTORE DIA SUL RICICLAGGIO

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA COMUNICATO STAMPA IL DIRETTORE DELLA D.I.A. SENTITO DALLA COMMISSIONE FINANZE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI SUL TEMA DEL RICICLAGGIO SEQUESTRO GIUDIZIARIO DI BENI PER OLTRE 100 MILIONI DI EURO. Il Direttore della D.I.A. si è soffermato sull’importanza di consolidare, nella lotta al riciclaggio connesso alla criminalità organizzata, le sinergie istituzionali, nell’ottica di valorizzare ulteriormente il patrimonio informativo rappresentato dalle segnalazioni di operazioni sospette. È stato richiamato il Protocollo operativo firmato il 26 maggio 2015, tra la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la Direzione Investigativa Antimafia. La procedura di raccordo info-investigativo tra la D.I.A. e la D.N.A., connessa all’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, ha consentito di innescare diverse indagini antiriciclaggio, avvalorando, contestualmente, elementi per nuove investigazioni giudiziarie. Nell’ambito dell’attività giudiziaria, finalizzata alla repressione di attività illecite in materia di riciclaggio connesso con la criminalità organizzata, sono stati sequestrati dalla D.I.A., nel periodo compreso tra il gennaio 2015 e l’agosto di quest’anno, beni per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro. Roma, 20 settembre 2016

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA COMUNICATO STAMPA IL DIRETTORE DELLA D.I.A. SENTITO DALLA COMMISSIONE FINANZE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI SUL TEMA DEL RICICLAGGIO Nella corso della seduta di oggi, il Presidente della “VI Commissione Finanze” della Camera dei Deputati, On. Maurizio Bernardo, ha convocato il Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, per essere ascoltato sul tema della “prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”. Nella circostanza, Ferla ha sottolineato che il riciclaggio è un fenomeno complesso, per sua natura di portata transnazionale, le cui conseguenze si riverberano immediatamente sul fronte delle entrate, determinando una minore crescita per il Paese. A tal proposito l’ISTAT ha calcolato che sommando l’apporto diretto delle attività illegali e quello dell’indotto, l’effetto totale dell’inclusione dell’economia illegale nel sistema dei Conti Nazionali è apprezzabile in circa 15,5 miliardi di euro di valore aggiunto, con un’incidenza intorno all’1% sul prodotto interno lordo totale. Il condizionamento più significativo della criminalità organizzata, ha proseguito poi il Generale Ferla, consiste sia nel valore di quanto prodotto attraverso attività criminali, sia, con effetti di ben più lungo periodo, nel valore di quanto non prodotto a causa delle distorsioni generate dalla diffusione delle mafie. Un danno questo all’economia nazionale che riverbera i suoi effetti negativi sugli investimenti in generale e in particolare su quelli diretti dall’estero. Secondo il Direttore l’attuale sistema di prevenzione è sicuramente efficace, in quanto si basa su una chiara ripartizione delle competenze, che vede da un lato attori istituzionali chiamati ad un’analisi finanziaria dei dati forniti dai soggetti preposti alla segnalazione di operazioni sospette (U.I.F) e dall’altro la D.I.A. e la Guardia di Finanza impegnati nell’analisi investigativa delle risultanze da proporre all’attenzione dell’A.G., in primis della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Roma, 20 settembre 2016

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