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MAFIA ALBANESE: GDF DENUNCIA 196 PERSONE

Nella mattinata odierna, gli uomini del G.I.C.O. – Sezione G.O.A. del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia e dello S.C.I.C.O. della Guardia di finanza di Roma, stanno eseguendo due ordinanze di custodia cautelare in carcere, richieste dalla Procura della Repubblica di Brescia, nei confronti di 10 persone e 5 ritardati arresti di ulteriori indagati. I soggetti – tutti appartenenti ad organizzazioni criminali dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti – rientrano fra le 196 persone denunciate all’A.G., nel tempo, dalle Fiamme Gialle bresciane. L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha consentito di smantellare quattro diverse organizzazioni criminali e aveva già portato all’arresto di 84 soggetti (di cui 2 latitanti) e al sequestro di 117 kg di cocaina, 4.629 kg di marijuana, 90 kg di hashish, 850 grammi di eroina/morfina, 554.000 euro in contanti, 7 autoveicoli, 5 mezzi pesanti, 2 imbarcazioni e 1 camper. Si concludono così le indagini, di ampio respiro internazionale, eseguite nell’ambito dell’operazione “Ring New”. L’attività investigativa – che ha impegnato i Finanzieri del Comando Provinciale di Brescia a partire dal febbraio 2012 – è stata condotta congiuntamente allo S.C.I.C.O., con il coordinamento della Direzione Centrale Servizi Antidroga. L’indagine, partita dal monitoraggio dello spaccio nel centro storico di Brescia (racchiuso all’interno della circonvallazione nota come “ring”), ha interessato molte regioni del territorio nazionale e si è estesa in Grecia, Spagna, Olanda, Belgio e Bulgaria, consentendo di accertare la contiguità tra la criminalità organizzata albanese e le consorterie criminali italiane. Le indagini hanno inoltre permesso di avviare, grazie al coordinamento giudiziario di Eurojust, parallele investigazioni in Belgio e Grecia, a seguito delle quali sono stati effettuati importanti sequestri ed arresti anche in quelle nazioni. Le prime investigazioni, concentratesi sulla provincia bresciana, avevano permesso di individuare l’esistenza di un’associazione criminale ivi radicata, in grado di importare ingenti partite di cocaina. I membri di tale gruppo criminale risultavano avere costanti rapporti con connazionali di stanza a Milano e con associati negli illeciti affari. Le investigazioni si sono poi concentrate su un’organizzazione transnazionale composta da soggetti albanesi e greci in grado di fornire a parallele organizzazioni sparse in tutto il territorio nazionale tonnellate di droga ogni mese. Tra i destinatari dello stupefacente vi erano gruppi criminali legati alle famiglie della camorra, della sacra corona unita e della ‘ndrangheta. Le ingenti partite di cocaina e hashish provenienti dalla Spagna e dall’Olanda viaggiavano su numerosi tir di proprietà del sodalizio, che aveva costituito ad hoc delle società di trasporto in Belgio, Grecia e Bulgaria. L’introduzione della droga avveniva contestualmente a ordinari trasporti commerciali, occultata fra la merce: prodotti ittici, frutta e verdura. La marijuana, coltivata e proveniente dall’Albania, giungeva sulle coste del sud Italia trasportata su veloci natanti o grandi pescherecci, per poi essere trasferita nelle altre regioni, viaggiando all’interno di grossi camper o mezzi pesanti che trasportavano agrumi. A molti degli indagati e arrestati è stata contestata l’aggravante della transnazionalità di cui all’articolo 4 della Legge 146/2006, che prevede un aumento della pena da un terzo alla metà per i reati in relazione ai quali venga accertato il contributo di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. Le misure restrittive sono in corso di esecuzione nel territorio nazionale e in alcuni stati esteri. In particolare, le stesse hanno interessato le province di Brescia, Napoli, Verona e Ascoli Piceno, nonché, a seguito dell’emissione di 4 mandati di arresto europeo e in collaborazione con le autorità europee, il Belgio, la Grecia e l’Albania. Le indagini svolte in seno all’operazione “Ring New” hanno dato origine a due importanti e ulteriori operazioni antidroga, condotte dai militari di Brescia, che hanno portato a numerosi arresti e sequestri di sostanze stupefacenti: la prima trasferita a Catanzaro per competenza territoriale (Operazione “Gentleman”); la seconda instaurata presso la Procura della Repubblica di Brescia (Operazione “Come Back”).

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