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Discarica clandestina, 15 denunce e sequestrati i mezzi utilizzati per gli sversamenti

 


Comando Provinciale di Reggio Calabria - Gioia Tauro (RC), 05/03/2026 10:02

Una discarica abusiva realizzata nel tempo all’interno di un burrone naturale, utilizzato come punto di sversamento per rifiuti urbani, speciali e anche pericolosi. È il bilancio di un’operazione dei Carabinieri che, nella Piana di Gioia Tauro, ha portato alla denuncia di quindici persone e al sequestro di sedici veicoli impiegati per il trasporto illecito dei materiali.
L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Procuratore Emanuele Crescenti, è stata condotta dai militari della Compagnia di Taurianova assieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Forestale di Cittanova, impegnati da mesi in servizi mirati di controllo delle aree rurali.
Le indagini, avviate nel novembre 2024, hanno permesso di individuare in contrada “Piggra” di Taurianova, un’area progressivamente trasformata in una discarica a cielo aperto. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nel burrone sarebbero stati riversati nel tempo detriti, scarti di lavorazione e rifiuti potenzialmente inquinanti, con il rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere.
Attraverso appostamenti, monitoraggi e accertamenti tecnici, i Carabinieri hanno documentato una presunta attività sistematica di trasporto e abbandono dei rifiuti, riuscendo a risalire ai veicoli e alle persone coinvolte.
Per quindici indagati è scattata la denuncia in stato di libertà per gestione e smaltimento illecito di rifiuti in concorso. L’Autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mezzi utilizzati per gli sversamenti e, per un soggetto, l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati ambientali intensificata dall’Arma nelle zone extraurbane e agricole, dove l’abbandono illegale dei rifiuti rappresenta una delle principali criticità per la tutela del territorio.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

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