Comando Provinciale di Palestrina - Palestrina (RM), 05/06/2026 08:36
Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri della Compagnia di Frascati stanno dando esecuzione a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 indagati, due uomini e una donna, gravemente indiziati, in concorso tra di loro, di sequestro di persona a scopo di estorsione, in danno di una giovane donna residente nel comune di Monte Compatri (RM).
L'attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati e avviata nel luglio 2025, ha permesso di fare luce su una drammatica vicenda di violenza e sfruttamento nata nel perimetro del mercato degli stupefacenti.
Grazie a un meticoloso lavoro supportato da attività tecniche, analisi dei tabulati telefonici e visione dei sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire un dettagliato quadro indiziario.
La vittima, una 30enne con problemi di tossicodipendenza, aveva maturato una pesante esposizione debitoria a causa del costante acquisto di crack da una donna di 40 anni domiciliata a Monte Porzio Catone. Sono stati raccolti gravi elementi indiziari in ordine al fatto che per costringerla a saldare il debito, la giovane è stata più volte prelevata e ristretta contro la sua volontà sia nella borgata capitolina di “Finocchio” sia nel comune di Palestrina. Durante i periodi di reclusione, la vittima sarebbe stata ripetutamente percossa, minacciata con l'uso di una pistola e costretta a spacciare stupefacenti.
Gli indagati hanno messo a disposizione i propri immobili per la prigionia della donna nonostante si trovassero, all'epoca dei fatti, già sottoposti alla misura degli arresti domiciliari per altre cause.
L'operazione odierna rappresenta lo sviluppo di un primo intervento scattato il 26 luglio 2025, quando la vittima era riuscita a sfuggire ai suoi aguzzini e a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Pochi giorni dopo, il 29 luglio 2025, i Carabinieri avevano già sottoposto a fermo la quarantenne fornitrice del crack mentre tentava di rendersi irreperibile, rinvenendo e sequestrando il revolver cal. 38 utilizzato per le minacce.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e la eventuale responsabilità degli indagati sarà accertata solo all’esito del processo e della eventuale sentenza definitiva di condanna, vigendo fino a quel momento il principio della presunzione di non colpevolezza.
L'attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati e avviata nel luglio 2025, ha permesso di fare luce su una drammatica vicenda di violenza e sfruttamento nata nel perimetro del mercato degli stupefacenti.
Grazie a un meticoloso lavoro supportato da attività tecniche, analisi dei tabulati telefonici e visione dei sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire un dettagliato quadro indiziario.
La vittima, una 30enne con problemi di tossicodipendenza, aveva maturato una pesante esposizione debitoria a causa del costante acquisto di crack da una donna di 40 anni domiciliata a Monte Porzio Catone. Sono stati raccolti gravi elementi indiziari in ordine al fatto che per costringerla a saldare il debito, la giovane è stata più volte prelevata e ristretta contro la sua volontà sia nella borgata capitolina di “Finocchio” sia nel comune di Palestrina. Durante i periodi di reclusione, la vittima sarebbe stata ripetutamente percossa, minacciata con l'uso di una pistola e costretta a spacciare stupefacenti.
Gli indagati hanno messo a disposizione i propri immobili per la prigionia della donna nonostante si trovassero, all'epoca dei fatti, già sottoposti alla misura degli arresti domiciliari per altre cause.
L'operazione odierna rappresenta lo sviluppo di un primo intervento scattato il 26 luglio 2025, quando la vittima era riuscita a sfuggire ai suoi aguzzini e a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Pochi giorni dopo, il 29 luglio 2025, i Carabinieri avevano già sottoposto a fermo la quarantenne fornitrice del crack mentre tentava di rendersi irreperibile, rinvenendo e sequestrando il revolver cal. 38 utilizzato per le minacce.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e la eventuale responsabilità degli indagati sarà accertata solo all’esito del processo e della eventuale sentenza definitiva di condanna, vigendo fino a quel momento il principio della presunzione di non colpevolezza.
