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I TESTIMONI DI GIUSTIZIA SONO UNA RISORSA PREZIOSA DA COLTIVARE E NON UN PROBLEMA DA ELUDERE di Giuseppe Lumia

  Sui Testimoni di Giustizia qualcosa non va. Sembra aleggiare ancora una volta una sorta di pregiudizio che colpisce la dignità e la possibilità dei Testimoni di Giustizia di essere considerati una straordinaria risorsa della Democrazia nella lotta alle mafie e non un problema da scansare o addirittura da ridimensionare.   Per anni e anni abbiamo cercato in tutti i modi di far comprendere che i Testimoni sono cittadini coraggiosi che scelgono di rompere con l’omertà e denunciano con fatti circostanziati le mafie, mettendo in gioco tutto di sé, della propria attività professionale e del destino delle loro stesse famiglie.   Prima venivano, spesso artatamente, confusi con i collaboratori di giustizia; poi, con impegno e determinazione, si sono ottenuti risultati positivi in diversi interventi in Parlamento, giungendo a una normativa quadro finalmente di alto valore; adesso si rischia di rovinare tutto, come spesso accade, nella fase applicativa.   Di recente è stato emanato un Decreto A

LA DIA CONFISCA SOCIETA’ E BENI IMMOBILI PER UN VALORE DI OLTRE 20 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORE REGGINO IN RAPPORTI DI STRETTA VICINANZA CON LA ‘NDRANGHETA.

COMUNICATO STAMPA    LA DIA CONFISCA SOCIETA’ E BENI IMMOBILI PER UN VALORE DI OLTRE 20 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORE REGGINO IN RAPPORTI DI STRETTA VICINANZA CON LA ‘NDRANGHETA. La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di confisca di beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di FRASCATI Emilio Angelo, 64enne reggino, imprenditore molto noto nel settore della grande distribuzione alimentare e del commercio di autovetture. La confisca consegue al sequestro dei medesimi beni operato nel febbraio 2019 a seguito di una proposta formulata dal Direttore della DIA nel contesto di attività investigativa coordinata dal Procuratore Distrettuale della Repubblica di Reggio Calabria, Dr. Giovanni BOMBARDIERI.  Nell’odierno provvedimento il Tribunale ha riconosciuto nei confronti di FRASCATI una pericolosità sociale fondata principalmente sulle risultanze dell’operazione “Fata Morgana” (poi confluita nella “Ghota” ), nel cui ambito nel 2016 è stato tratt

CONVENZIONE ONU SULLA LOTTA ALLE MAFIE: UN MOMENTO STRAORDINARIO CHE DEVE CONTINUARE A VIVERE DI IMPEGNI NUOVI E DI VERIFICA DEI RISULTATI di Giuseppe Lumia

   Una data da ricordare bene: 20 dicembre 2000. Anche il luogo: Palermo. Perché? In quei giorni l’ONU ha promosso un momento di svolta della propria attività internazionale. Per la prima volta, la lotta alle mafie è uscita dai confini soprattutto italiani e americani per diventare un impegno comune a tutti i Paesi. Un risultato per niente scontato: per anni il negazionismo o il minimalismo hanno caratterizzato l’approccio degli Stati nel riconoscere le mafie come una reale minaccia distruttiva di valori, di diritti, di economie e di dignità sociale ed esistenziale.  Finalmente l’ONU usciva dal suo tran-tran spesso sterile e contraddittorio per assumere un compito di guida sulle grandi sfide che dilaniano l’umanità.  Allora fu scelta Palermo, non per sottolineare ancora una volta la devastante presenza della mafia in Sicilia, ma perché da Palermo si era messo in moto un cammino antimafia inedito ed esemplare. Il passo costituente era stato fatto da Pio La Torre, che ha saputo inserire