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Fanno esplodere due bancomat, cinque arresti in Campania

 


Hanno fatto esplodere due bancomat nei comuni di Casavatore e Agerola, in provincia di Napoli, portandone via il contenuto e riuscendo a far perdere le loro tracce, ma i cinque responsabili sono stati poi individuati e arrestati per furto aggravato in concorso, ricettazione e deposito di materiale esplodente.

A portare a termine l’operazione sono stati i poliziotti delle Squadre mobili di Napoli e Caserta insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo Castello di Cisterna, della compagnia di Castellammare e del Gruppo di Torre Annunziata.

Per far esplodere gli Atm gli arrestati hanno utilizzato la tecnica della marmotta, che consiste nell’inserire a forza in una delle fessure presenti, quasi sempre quello dell'emissione delle banconote, una lastra di ferro su cui viene fissato un congegno esplosivo. Una volta dentro, l'esplosivo viene fatto detonare, distruggendo il bancomat e permettendo alla banda di impossessarsi del contenuto.

In una prima fase, subito dopo il colpo e l’esplosione dei due bancomat, la banda era stata intercettata in fuga dai militari dell’Arma del Nucleo della Compagnia di Amalfi che hanno iniziato un inseguimento, ma terminato poco dopo a causa del lancio da parte dei fuggitivi di chiodi a tre punte che hanno forato gli pneumatici dell’auto dei Carabinieri.

In un secondo momento la banda dei rapinatori è stata nuovamente intercettata da una pattuglia del Nucleo radiomobile di Salerno fino a quando, messi alle strette, hanno abbandonato il veicolo facendo perdere le loro tracce.

A quel punto gli investigatori delle Squadre mobili di Caserta e Napoli, grazie alle indagini iniziate sin da subito, hanno individuato il covo della banda a San Gennaro Vesuviano, dove hanno rintracciato i cinque componenti trovati in possesso di 20 mila euro divisi in banconote di vario taglio oltre a 10 ordigni esplosivi, torce frontali, una busta contenente chiodi a tre punte e attrezzature in metallo, utilizzato per fabbricare le “marmotte”.

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