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INTERROGAZIONE GIARRUSSO SU INAUGURAZIONE RISTORANTE A CATANIA SEQUESTRATO A COSA NOSTRA

ePub Versione per la stampa Mostra rif. normativi Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03180 Atto n. 3-03180 (con carattere d'urgenza) Pubblicato il 4 ottobre 2016, nella seduta n. 691 GIARRUSSO , GAETTI , TAVERNA , SERRA , CAPPELLETTI , PUGLIA , BERTOROTTA , SANTANGELO , DONNO , PAGLINI , MARTON , BLUNDO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che per, per quanto risulta agli interroganti: da fonti di stampa, "Live Sicilia" del 23 settembre 2016, si apprende che «la Squadra Mobile di Catania, su delega della Procura della Repubblica di Catania, ha eseguito un sequestro preventivo, emesso dal Gip di Catania, presso la sede della società "San Giuliano Srl" compresi tutti i beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati, dalla stessa società posseduti», e in particolare il ristorante "Pitti" di Catania di via Antonino di Sangiuliano; l'operazione di sequestro sarebbe il proseguimento dell'inchiesta "Bulldog", condotta dalla Direzione distrettuale antimafia che ha visto nel mese di gennaio 2016 l'arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni ed altro del marito di Irene Santapaola, Roberto Vacante, rinchiuso oggi in regime di 41-bis dell'ordinamento penitenziario; in esecuzione del provvedimento di sequestro, che comprendeva anche uno dei vasti parcheggi della zona aeroportuale di "Fontanarossa", sono state sequestrate numerose aziende che gestiscono parcheggi, impianti sportivi, ristoranti, stabilimenti balneari, società nel settore edilizio e beni immobili ricadenti nel centro cittadino, per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro; tra i personaggi di spicco dell'indagine "Bulldog", oltre al capomafia Roberto Vacante, ci sarebbe anche Salvatore Caruso, inserito secondo la Procura nella sua rete di prestanome, in quanto le quote della società San Giuliano Srl, proprietaria del ristorante Pitti, sarebbero state fittiziamente attribuite al socio unico Gianluca Silvestro Giordano, compagno di Melinda Caruso, figlia di Salvatore; si apprende, inoltre, da notizie di stampa che tra i beni sequestrati a Salvatore Caruso e al figlio Giuseppe ci sarebbero anche un ramo d'azienda destinato alla gestione del ristorante "l'Oste di Tremestieri", in via Roma 10-12 e un'unità della società commerciale "La Rena Rent Car", intestata a Giuseppe e Salvatore Caruso, cioè gli stessi titolari e gestori del ristorante Pitti; nel dettaglio, a Giuseppe Caruso sarebbero state contestate l'appropriazione indebita di circa 85.000 euro "distratti da altra attività di ristorazione attualmente sotto sequestro giudiziario" e la truffa ai danni dello Stato per essersi appropriato "con artifizi di generi alimentari" destinati a un altro ristorante, anche questo sequestrato; inoltre a Gianluca Silvestro Giordano e Melinda Caruso sarebbe stata contestata l'appropriazione indebita attraverso l'utilizzo di un "Pos" mobile collegato ad un conto corrente intestato alla società San Giuliano (proprietaria del ristorante Pitti) dove confluiva parte degli incassi del ristorante posto sotto sequestro; considerato che: dall'articolo pubblicato dal blog "Il Post Viola" il 29 settembre 2015, ripreso anche da diverse testate locali e da "il Fatto Quotidiano" del 25 settembre 2016, si apprende che il Ministro in indirizzo sarebbe stato presente all'inaugurazione del ristorante Pitti, «proprio mentre era in corso a Catania la festa della polizia. Una presenza, quella del ministro dell'Interno in città, che non era certo passata inosservata, dato che per l'occasione l'intera zona di piazza Manganelli - a ridosso della quale si trova il ristorante - era stata blindata e sgomberata dalle automobili per lasciare spazio a un codazzo di auto blu»; circa 48 vetture con funzione di scorta al Ministro, al capo della Polizia Alessandro Pansa, al sindaco Enzo Bianco e alle altre personalità politiche presenti alla manifestazione, per raggiungere, a fini privati, il ristorante; inoltre, dal suddetto articolo de "il Fatto Quotidiano" si apprende che la segretaria del Partito democratico del centro storico di Catania, Adele Palazzo, in un comunicato stampa del 1° ottobre 2015, dopo aver saputo dai residenti della zona della presenza del Ministro a Catania in piazza Manganelli, compresa la visita al ristorante, avrebbe commentato che era «inaccettabile la chiusura di un intero quartiere e preavviso ai residenti solo la mattina, al fine di consentire la partecipazione di un Ministro all'inaugurazione di un ristorante»; il 4 febbraio 2016, il vice ministro Bubbico ha risposto "punto su punto" ad un'interrogazione (4-10610) presentata dall'on. Rizzetto che riguardava la presenza del Ministro all'inaugurazione del ristorante Pitti, "ma sceglie di glissare sulla presenza di Alfano al ristorante poi sequestrato per mafia" come si legge sul citato articolo, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che il vice ministro Bubbico abbia evitato nella risposta di spiegare o smentire la partecipazione del Ministro in indirizzo all'inaugurazione del ristorante Pitti di Catania e quali siano i motivi; se risponda a verità quanto riportato dai citati articoli di stampa; quali iniziative intenda intraprendere, per contrastare le infiltrazioni mafiose nella vita politica e nell'attività amministrativa della città di Catania.

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