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CASO OSTIA - INTERROGAZIONE LUMIA


Atto n. 4-08365 Pubblicato il 15 novembre 2017, nella seduta n. 908 LUMIA - Al Ministro dell'interno. 

- Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la violenta aggressione alla troupe del programma televisivo "Nemo" di Rai2, ed in particolare al giornalista Daniele Piervincenzi, testimoniata dalle telecamere, ha messo in evidenza la pericolosità dei clan mafiosi, come quello degli Spada, presenti ad Ostia (Roma). Immagini che smentiscono in maniera inequivocabile, se ancora ce ne fosse bisogno, la tendenza purtroppo sempre in voga di sminuire la presenza mafiosa ad Ostia, così come in molti altri territori del nostro Paese; anni e anni di negazionismo e minimalismo hanno prodotto danni incalcolabili. Le istituzioni e molti settori della stessa società civile non hanno esercitato quell'attenzione e quel rigore necessari ad impedire il radicamento e la proliferazione del fenomeno mafioso. In questo modo, le famiglie dei boss Spada, Fasciani e Triassi hanno potuto agire abbastanza indisturbate, anche in combutta con esponenti mafiosi come i Caruana-Cuntrera ai vertici del grande traffico internazionale di droga; "negazionismo" e "minimalismo" rappresentano, quindi, l'humus culturale che fa buon gioco alla proliferazione delle organizzazioni criminali. Quella del litorale romano è una zona geografica strategica per la sua vicinanza alla capitale e per la sua economia turistica. I clan sono riusciti ad infiltrarsi in molti settori produttivi e nella politica, causando lo stesso scioglimento per mafia del municipio. Droga, estorsioni, violenze, collusioni con la pubblica amministrazione, appalti, ed altro, hanno consentito ai boss di radicarsi e accumulare un grande potere; questa rete criminale va aggredita con un approccio sistemico e costante, sia sul versante culturale e sociale, sia su quello economico e politico. Questi, insieme alla positiva azione repressivo-giudiziaria avviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, possono ristabilire le condizioni di vivibilità in quei quartieri popolari di Ostia dove la presenza mafiosa è particolarmente palpabile. Si fa riferimento, ad esempio, alla zona di Ostia 2, dove proprio la famiglia mafiosa Spada esercita un controllo devastante e capillare; l'ascesa del clan mafioso degli Spada è ben descritta nella operazione "Sub Urbe" della DDA di Roma, guidata dal dottor Pignatone e coordinata dal dottor Prestipino. Gli Spada alleati dei Fasciani hanno preso il sopravvento del controllo di Ostia, soprattutto ponente, con l'eliminazione dei vecchi boss legati al clan della Magliana, Giovanni Galleoni detto Boficchio e Francesco Antonino detto Sorcanera, avvenuta il 22 novembre 2011; dal quel momento gli Spada hanno avuto mano libera sul controllo delle assegnazioni delle case popolari, sulle estorsioni agli esercizi commerciali, sull'usura, sul traffico e spaccio di droga, spingendosi via via sino agli appalti e al controllo dei lidi, vera e straordinaria risorsa turistica di Ostia. Il capo della famiglia mafiosa degli Spada, Carmine, sottoposto agli arresti domiciliari nel 2014, è stato detenuto al carcere di "Regina Coeli", perché, come fanno tutti i boss, continuava anche da casa a guidare in tutte le attività criminali la consorteria mafiosa; con il metodo mafioso, intimidiscono, usano violenza, creano collusioni. Eliminano i concorrenti come Massimo e Michael Cordoni e Mario Granato e prendono il dominio territoriale che esercitano anche politicamente, esprimendo, secondo l'interrogante, simpatie prima per il Movimento 5 Stelle e adesso per i neo fascisti di CasaPound, su cui stava lavorando proprio il giornalista Piervincenzi; le forze politiche hanno sottovalutato la gravità del problema. Quando l'assessore per la legalità del Comune di Roma con delega sul litorale di Ostia, Alfonso Sabella, è stato chiamato a sostituire il presidente del municipio indagato nell'inchiesta "Mafia capitale", ha chiuso la palestra in gestione agli Spada che insisteva addirittura in un edificio comunale; lo Stato è chiamato a valorizzare le qualità e le capacità produttive della parte onesta di Ostia e colpire con mano pesante la mafia che è presente ed esercita il suo potere, sia ricorrendo al classico metodo mafioso fatto di intimidazione, violenza e omertà sia utilizzando la più sottile e devastante strategia collusiva, si chiede di sapere, se siano state rimosse tutte le cause che hanno portato allo scioglimento per mafia del municipio indicate nella relazione del prefetto e del Ministero; se sia stata presa in considerazione la possibilità di chiudere, per motivi legati all'ordine pubblico, la palestra dove si è consumato il fatto descritto, di cui è titolare la compagna di Roberto Spada; se sia stata svolta un'attività di monitoraggio e prevenzione per rilevare l'attività degli Spada e delle altre famiglie durante il periodo della campagna elettorale e per impedire loro di presenziare davanti ai seggi durante i giorni del voto; se le forze di polizia competenti abbiano disposto misure di prevenzione personali e patrimoniali, al fine di bloccare l'agibilità sul territorio degli esponenti dei clan mafiosi e sottrarre loro gli ingenti patrimoni di cui possono disporre.

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