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DIA SALERNO - SCAMBIO ELETTORALE POLITICO MAFIOSO: ARRESTATI EX SINDACO DI SCAFATI E I VERTICI DEL CLAN “LORETO-RIDOSSO”

Questa mattina, la Sezione Operativa della D.I.A. di Salerno ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dalla Sezione del Riesame del Tribunale di Salerno, su appello ex art. 310 c.p.p. proposto da questa DDA nei confronti di:
Aliberti Angelo Pasqualino, di Castellammare di Stabia (cl. 1971), già Sindaco del Comune di Scafati (Sa);
Ridosso Luigi, di Castellammare di  Stabia  (cl.  1986),  e  Ridosso  Gennaro,  di  Gragnano  (cl. 1983), entrambi pregiudicati per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione e reati in materia di armi, attualmente detenuti, ed elementi di vertice del1’omonimo clan di camorra operante a Scafati (Sa) e Comuni limitrofi;
ritenuti gravemente indiziati di scambio elettorale politico-mafioso, in relazione alle consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Comunale di Scafati (Sa), tenutesi nel 2013.
L’odierna ordinanza, avverso la quale i tre indagati avevano proposto ricorso in Cassazione ex art. 311 c.p.p., rigettato in data odierna, scaturisce da una complessa attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa della D.I.A. di Salerno (operazione “SARASTRA”), diretta e coordinata dalla D.D.A. della Procura di Salerno, che è stato avviato a fronte di un attentato dinamitardo occorso, ne1l’ottobre del 2014, ai danni di un componente di minoranza del Consiglio comunale di Scafati (Sa). L’atto intimidatorio in questione, infatti, è stato ritenuto, sin da subito, collegato alla significativa opposizione che il predetto Consigliere comunale aveva più volte manifestato, avverso alcuni appalti e affidamenti di servizi, per la realizzazione di opere pubbliche, conferiti da quella Amministrazione comunale.
Le relative indagini hanno consentito di raccogliere elementi utili all’emissione, nel 2015, di un decreto di perquisizione (esteso anche agli uffici del Comune di Scafati) e contestuale sequestro di documentazione nei confronti di 5 indagati (tra i quali anche Aliberti Angelo Pasqualino - Sindaco pro tempore di quel Comune e la coniuge Paolino Monica, attuale Consigliere regionale per la Campania), ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso, abuso d’ufficio, concussione e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, tutto in relazione alla gestione di numerose gare di appalto per la realizzazione di opere pubbliche (tra le quali, quella per la realizzazione del polo scolastico di Scafati) ed a numerosi affidamenti diretti concessi dallo stesso Ente pubblico.
L’analisi della documentazione acquisita ( gare d’appalto, gestione delle società partecipate del Comune di Scafati, delibere di Consiglio e Giunta comunale, affidamento di servizi), le risultanze delle conseguenti attività tecniche e l’esito positivo di molteplici attività di perquisizione (locale, domiciliare e telematica) hanno consentito di:
documentare significative cointeressenze tra alcuni amministratori del Comune di Scafati e i vertici del clan camorristico “LORETO-RIDOSSO”, operante in modo egemone a Scafati e Comuni limitrofi;
riscontare le dichiarazioni fornite, al riguardo, da collaboratori e testimoni di giustizia;
accertare l’attuale operatività della citata consorteria criminale, mediante riscontri che portavano, nel luglio 2016, all’emissione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 4 pregiudicati, affini al clan “LORETO-RIDOSSO”, ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Al termine delle investigazioni e sulla scorta delle significative evidenze raccolte, nel settembre del 2017, la Sezione del Riesame del Tribunale di Salerno, accogliendo l’appello del P.M. emetteva ordinanza cautelare divenuta esecutiva a seguito del rigetto del ricorso ex art. 311 c.p.p. proposto degli ai difensori.
La misura cautelare è stata eseguita nella odierna mattinata.
Al termine delle operazioni di rito, Aliberti Angelo Pasqualino è stato associato presso la Casa Circondariale di Salerno-Fuorni, mentre Ridosso Luigi e Ridosso Gennaro sono stati confermati presso i rispettivi istituti penitenziari, poiché già detenuti per altra causa.

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