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Mafia: come ha fatto Sutera a eludere l’ergastolo? DI GIUSEPPE LUMIA ·

Come ha potuto un boss condannato all’ergastolo per due omicidi comprare un bar al centro di Firenze? La legge impone che i condannati di mafia debbano segnalare le loro ricchezze alle autorità. Come ha potuto eludere l’ergastolo e godere delle premialità carcerarie? Sono questi interrogativi che meritano una risposta.

Sutera è il responsabile dell’omicidio di Graziella Campagna, la ragazza vittima della mafia uccisa a Villafranca Tirrena, in provincia di Messina, all’età di 16 anni, nonché dell’omicidio di un gioielliere fiorentino. Un personaggio pericoloso che nonostante i gravi crimini commessi e le sentenze è riuscito ad 
uscire dal carcere.

L’operazione condotta dalla procura di Firenze guidata dal dottor Creazzo non solo ci dà la conferma del radicamento criminale di Cosa nostra in Toscana, dove i boss riciclano in vari settori e organizzano il traffico internazionale di droga, ma ci impone di capire quali accorgimenti prendere per rendere le maglie della giustizia ancora più strette.

È, infatti, indispensabile fare una verifica sull’applicazione di alcuni istituti di scarcerazione, che per i reati di mafia dovrebbero sempre essere sottoposti a quella regola del doppio binario che impone più rigore.

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