
Nel mese di dicembre 2025 personale della Squadra Mobile – IV sezione Contrasto Criminalità Diffusa, ha dato esecuzione a 7 misure cautelari nei confronti di sette cittadini Marocchini gravemente indiziati di avere effettuato consegne di stupefacente per conto di un’associazione a delinquere, operante in Bologna, prevalentemente in zona Corticella, composta da tre soggetti, già destinatari di misura cautelare carceraria, eseguita a novembre 2025, dedita allo spaccio al dettaglio di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
In particolare, l’attività della IV Sezione è nata da una serie di arresti in flagranza di reato operati in zona Ferrarese/Corticella/San Donato. Gli investigatori della Mobile, grazie a numerosi pedinamenti e servizi di polizia volti al contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacenti, traevano in arresto numerosi pusher al dettaglio di sostanza del tipo cocaina, operanti nei quartieri citati. I pusher, tutti marocchini, venivano trovati con addosso dosi di cocaina confezionate sempre con le medesime modalità e i consumatori/clienti escussi a sommarie informazioni, riferivano di chiamare, per le prenotazioni, sempre il medesimo numero di telefono. L’uomo che rispondeva, poi, inviava i propri pusher fissando gli appuntamenti in zona Corticella, lungo il canale ‘Navile’, ma anche nei parchi di via del Lavoro e del quartiere San Donato.
Venivano pertanto predisposti servizi di osservazione volti non solo a fermare i pusher in strada, ma anche a verificare chi li rifornisse di stupefacente e soprattutto chi passasse al termine delle giornate ‘lavorative’ a ritirare il provento. Grazie all’attività di osservazione veniva individuata una vettura, un’utilitaria di colore giallo, che durante gli arresti in flagranza e durante i servizi si trovava spesso nelle zone attenzionate. A bordo, nonostante alla guida vi fosse un ragazzo italiano, veniva trasportato un cittadino nordafricano, che parlava con i pusher e spesso consegnava loro sostanza stupefacente.
L’autovettura veniva monitorata, e si riusciva pertanto ad individuare anche il luogo (sito lungo il Canale Navile, in un punto di fitta vegetazione piuttosto nascosto) ove veniva nascosta la cocaina pronta per essere consegnata agli spacciatori al dettaglio
Una volta ricostruito il modus operandi dell’organizzazione al dettaglio si fermava l’utilitaria e il cittadino nordafricano, passeggero, veniva trovato in possesso dell’utenza telefonica contattata dagli acquirenti al dettaglio per effettuare gli ordini di cocaina.
L’attività del sodalizio, grazie all’indagine dalla Procura della Repubblica, veniva poi ricostruita incrociando tutti gli elementi raccolti che permettevano di contestare al presunto capo dell’organizzazione, all’autista italiano e al braccio destro dei due (il quale si occupava di accompagnare il capo a preparare le dosi, persona di fiducia di questi, tanto che era l’unico dei membri che si recava lungo il fiume Navile per caricare le dosi da consegnare) il reato di associazione finalizzata al traffico di droga, volta ad effettuare cessioni di lieve entità (come previsto dal co. 6 dell’art. 74 TU Stupefacenti). La contestazione operata dalla locale Procura segna un importante e innovativo strumento di lotta allo spaccio al dettaglio di sostanza stupefacente per le strade del capoluogo emiliano, stante la gravità del reato contestato nonostante i quantitativi singolarmente trattati di sostanza stupefacente.
La meticolosa e puntuale ricostruzione dell’attività di indagine, e la richiesta al GIP operata dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha permesso di ottenere per i due cittadini marocchini la misura cautelare in carcere e per l’italiano la misura degli arresti domiciliari. Il presunto capo del sodalizio veniva rintracciato in data 14.12.2025 in Provincia di Rovigo e accompagnato pertanto in carcere.
Per i pusher al dettaglio, di cui sette compiutamente identificati grazie agli arresti in flagranza e grazie agli album mostrati agli acquirenti, l’Autorità Giudiziaria Bolognese ha emesso, dopo l’interrogatorio preventivo, la misura cautelare del divieto di dimora nella città metropolitana di Bologna e, per uno dei soggetti, l’obbligo di firma. Grazie alle testimonianze raccolte, poi, è stato possibile ricostruire e contestare centinaia di cessione di cocaina, effettuate dal sodalizio nelle zone indicate a decine di acquirenti italiani per tutto l’anno 2024.
Oltre all’esecuzione delle dieci misure cautelari indicate, durante l’indagine venivano eseguiti quattordici arresti in flagranza di reato, nei confronti dei pusher ‘da strada’, che consentivano di recuperare alcune migliaia di euro di denaro contante in banconote di piccolo taglio e centinaia di involucri termosaldati di cocaina già confezionata in dosi da 0.4 gr.
Si rappresenta che si procede in fase di indagini preliminari con presunzione di innocenza per i destinatari di misura.