Prato – Polizia di Stato - Contrasto allo sfruttamento della prostituzione - Sequestro preventivo di un appartamento condominiale destinato al meretricio. Sequestrato denaro in contante connesso all'attività di sfruttamento della prostituzione.

Prato – Polizia di Stato - Contrasto allo sfruttamento della prostituzione - Sequestro preventivo di un appartamento condominiale destinato al meretricio. Sequestrato denaro in contante connesso all'attività di sfruttamento della prostituzione, posto in essere da un quarantenne italiano.
Nel pomeriggio odierno, 22 dicembre c.m. , la Polizia di Stato di Prato, su delega della Procura della Repubblica ha eseguito il decreto di sequestro disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Prato, concernente il sequestro preventivo dell'appartamento posto a pianterreno, dello stabile condominiale ubicato a Prato, in via Ferrucci, al cui interno è risultata essere stata svolta attività di meretricio per un anno e tre mesi - da parte di due donne di nazionalità brasiliana (una di trent'anni e l’altra di trentacinque anni), entrambe clandestine sul territorio nazionale, in quanto prive di permesso di soggiorno.
L'immobile era stato locato a fronte del pagamento di un canone di 900,00 euro mensili dall'indagato italiano di quarant'anni, destinatario del provvedimento cautelare reale, accusato di sfruttamento della prostituzione e di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Questi aveva concesso in sub locazione l'appartamento alle due donne brasiliane, onde consentire consapevolmente il suo utilizzo, al fine dell'esercizio della prostituzione e in tal modo favorire l'attività stessa, considerato che le due sarebbero state impossibilitate, per la loro condizione di illegalità nel territorio dello Stato, a sottoscrivere un contratto di locazione. L’indagato avrebbe sfruttato le due donne, percependo in contanti il canone locativo pari a 2.000,00 euro complessivi, prezzo sproporzionato rispetto al valore di mercato.
Le investigazioni, curate da questa Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Prato, hanno tratto origine dalla denuncia presentata dalla proprietaria dell'immobile, dalla stessa locato all'indagato.
Le attività di indagini hanno consentito di rinvenire all'interno dell'appartamento in questione le due prostitute ed oggetti chiaramente riconducibili all’ attività di meretricio.
Presso un diverso immobile, destinato a residenza dell'indagato, sono state rinvenute sim card intestate anche ad altri soggetti dei quali sono state trovate le copie dei relativi documenti di identità, plurimi telefoni cellulari e 71.700,00 euro in contanti, in ordine ai quali l'indagato non ha fornito giustificazione e che si configurano come guadagni sproporzionati rispetto alle entrate lecite ascrivibili al destinatario del provvedimento cautelare reale e ragionevolmente collegati all'attività di sfruttamento del meretricio.
Le perquisizioni hanno consentito, altresì, di rinvenire un contratto di locazione intestato all'indagato riferito a un ulteriore immobile commerciale situato a Pistoia, al cui interno è stata individuata una giovane donna sudamericana di ventitré anni, residente in Spagna, conduttrice di altro immobile sublocato dall'indagato ad altre peripatetiche.
L'indagato risulta essere stato condannato con sentenza di primo grado del 29 gennaio 2021 (in relazione alla quale pende giudizio d'appello) per il delitto di sfruttamento della prostituzione, posta in essere nell'ottobre del 2012 e nel gennaio 2013, in Calenzano.
Il mercato della prostituzione nel territorio pratese
Il risultato ottenuto si inserisce nel percorso avviato per rafforzare il contrasto al fiorente mercato della prostituzione radicato nel territorio pratese. Un mercato conteso da esponenti della criminalità cinese, pakistana e italiana, che risulta polarizzare plurime attività delittuose, quali lo sfruttamento della prostituzione, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e delitti a base violenta, come estorsioni, danneggiamenti e incendi dolosi
Presunzione di non colpevolezza
La responsabilità penale degli indagati e degli imputati dovrà essere rigorosamente vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.
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