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Sequestrati circa 100.000 artifizi pirotecnici detenuti illegalmente Avellino - Denunciati i due titolari di altrettanti esercizi commerciali

 


I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza, a ridosso del capodanno, hanno intensificato i controlli tesi alla verifica delle modalità di stoccaggio e vendita di fuochi di artificio all’interno di esercizi commerciali.

Nel corso di distinti interventi operativi eseguiti rispettivamente dalla Compagnia Ariano Irpino e dalla Tenenza Baiano in negozi del tricolle e di Mugnano del Cardinale, le fiamme gialle hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro penale circa 100.000 artifizi pirotecnici, detenuti in maniera non conforme alle prescrizioni previste dalla legge a tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica.

Il suddetto materiale pirico era esposto all’interno degli esercizi commerciali, accumulato in modo sovrapposto in prossimità di altri prodotti infiammabili, addobbi natalizi, materiale plastico e di cancelleria. Alcuni articoli per essere venduti singolarmente erano stati rimossi dalle confezioni originarie che garantivano una protezione adeguata all’innesco fortuito della miccia di accensione.

Tale modalità di esposizione degli articoli pirotecnici avrebbe potenzialmente potuto aumentare il rischio di incendio, compromettendo la sicurezza dei luoghi, dei dipendenti e dei clienti presenti all’interno dei locali commerciali assumendo, in tal modo, la caratteristica di micidialità. Tutto il materiale sequestrato è stato debitamente cautelato ed affidato ad una società specializzata alla custodia di materiale esplodente.

I responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente.

L’attività operativa, che nel mese corrente ha già consentito di sottoporre a sequestro materiale esplodente e/o “non sicuro”, s’inquadra nel più ampio dispositivo predisposto dal Corpo e dalla locale Autorità di Governo, al fine di contrastare la commercializzazione di prodotti pericolosi per la salute e la sicurezza pubblica, risultando tali anche quelli potenzialmente leciti, ma detenuti per la vendita in spregio delle specifiche prescrizioni di legge.

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