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Usura, prostituzione e riciclaggio: custodia cautelare per un 50enne


 Comando Provinciale di Palermo - Altavilla Milicia (PA), 10/06/2026 14:23

Personale del Reparto Territoriale Carabinieri di Termini Imerese ha dato esecuzione a una ordinanza cautelare emessa dal Gip di Termini Imerese consistente nella sottoposizione agli arresti domiciliari di un soggetto cinquantenne, residente in Altavilla Milicia, in quanto ritenuto gravemente indiziato dei reati di usura, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, autoriciclaggio. L’indagato è stato ritenuto gravemente indiziato di cinquantotto episodi di usura commessi ai danni di numerose persone, circa diciassette, in un arco di tempo compreso principalmente fra il 2023 ed il 2025, ma anche in anni più risalenti nel tempo. Lo stesso, inoltre, è stato ritenuto gravemente indiziato del reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, commesso in un periodo di tempo compreso fra il 2020 ed il 2024, per aver messo a disposizione vari locali dove si svolgeva tale attività, siti in Ragusa, Altavilla Milicia, Bagheria e Palermo, nonché per aver gestito gli annunci e gli appuntamenti con i clienti, concordando il prezzo ed il tipo di prestazione sessuale, ed infine per aver preteso il 50% dei guadagni relativi. L’indagato, inoltre, è stato ritenuto gravemente indiziato del reato di autoriciclaggio per aver trasferito ed occultato i proventi di tali attività delittuose, acquistando immobili ed intestandoli fittiziamente ad altri, nonché trasferendo dal proprio conto corrente verso quelli di altri soggetti, a lui legati da vincoli di parentela, notevoli somme di denaro, in modo da ostacolarne la provenienza illecita. Le indagini, svolte dalla Sezione Operativa del Reparto Territoriale Carabinieri di Termini Imerese, e consistite in attività di intercettazione telefonica e telematica sulle utenze in uso all’indagato, hanno trovato un fondamentale riscontro nell’escussione a sommarie informazioni testimoniali di numerose persone offese, nonché nell’analisi degli apparecchi telematici in uso al medesimo indagato e sottoposti a sequestro. Inoltre, sono state svolte approfondite indagini bancarie e patrimoniali, alle quali hanno contribuito i militari dell’Aliquota della Guardia di Finanza in servizio presso la Procura della Repubblica. Con riferimento ai numerosi episodi di usura contestati, il tasso di interesse annuo pattuito e corrisposto ammontava in media tra il 123% ed il 297% del capitale, a seconda dei casi; il pagamento delle somme di denaro da parte dei soggetti sottoposti ad usura avveniva, solitamente, tramite ricariche su carte postepay intestate a terzi, dunque non riconducibili direttamente all’indagato ma comunque nella sua diretta disponibilità. Le persone sottoposte ad usura erano, nella maggioranza dei casi, soggetti transessuali dediti al meretricio, in situazione di forte disagio economico, che, almeno in alcune circostanze, erano stati costretti a ricorrere a prestiti di natura usuraria per affrontare spese derivanti da operazioni sanitarie e chirurgiche finalizzate alla transizione di genere. Con riferimento ai reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione contestati, il Gip ha osservato come l’odierno indagato non si limitasse “…a mettere a disposizione gli immobili di Ragusa, Altavilla Milicia, Bagheria e Palermo alle persone offese affinché svolgessero la propria attività di prostituzione, ma assumeva un ruolo pienamente attivo, non solo pretendendo il pagamento di parte dei compensi ricavati, ma anche favorendo concretamente l’attività illecita mediante pubblicazione di annunci in siti di incontri online e contrattazione con i clienti delle prestazioni e dei relativi prezzi.”. Il Gip, inoltre, sempre su conforme richiesta della procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo, ai fini della confisca, di due immobili siti rispettivamente in Altavilla Milicia e Casteldaccia, -una villa con piscina e un appartamento-, riconducibili all’odierno indagato, nonché il sequestro preventivo, sempre finalizzato ai fini della confisca, dei saldi attivi di rapporti di conto corrente, deposito titoli, azioni polizze, strumenti finanziari comunque denominati, fino all’importo complessivo di euro 20.000 circa, sempre nella disponibilità dell’odierno indagato. Si precisa, in ogni caso, che il procedimento pende tuttora in fase di indagini preliminari, e che, in ossequio del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse dell’indagato. Il presente comunicato stampa è stato reso anche allo scopo di agevolare l’emersione di situazioni similari, stimolando la collaborazione dei cittadini, o comunque di specifiche componenti della società civile, nell’attività di denuncia di tali fenomeni e di collaborazione alle indagini. È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
 

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