‘’Siamo vicini ai colleghi giornalisti Paolo Borrometi, oggi ascoltato in aula a Ragusa per le minacce aggravate dal metodo mafioso, ricevute attraverso un social network da Venerando Lauretta, indicato dai carabinieri come un esponente di spicco del clan Dominante di Vittoria, e Antonio Condorelli, che ha respinto le pressioni intimidatorie del consigliere comunale Riccardo Pellegrino, venuto in redazione a braccetto con il figlio di un boss latitante’’. Lo dichiarano, in una nota, i consiglieri nazionali dell’Unione Cronisti Giuseppe Lo Bianco ed Elena Giordano, che lanciano un appello alla commissione antimafia oggi in Sicilia per uno screening per la individuazione di ‘’impresentabili’’ nelle liste dei candidati alle regionali: ‘’Al Presidente Bindi e a tutta la Commissione, chiediamo di tenere accesi i riflettori sui condizionamenti del binomio mafia-politica nel mondo dell’informazione a tutela dei colleghi – è scritto nella nota – Il consigliere Pellegrino ripreso dalle telecamere del Gico a colloquio con Condorelli è lo stesso che qualche giorno fa, in un comizio a Catania, ha rivendicato la sua amicizia con esponenti del clan Mazzei, attivo durante la stagione stragista del ’92-’94’’.
‘’Sorprende – concludono I consiglieri dell’Unci - che in quest’ultima vicenda l’Unione Cronisti, sia a livello nazionale che regionale, non abbia ancora ritenuto di manifestare la propria solidarietà a Condorelli, inspiegabilmente confinata alla sola sezione catanese"
Comando Provinciale di Palermo - Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...