Passa ai contenuti principali

Sacra corona unita: direttive e gestione dei traffici dal carcere

 


Comando Provinciale di Brindisi - Brindisi, 15/12/2025 11:50
Operazione antimafia nel brindisino e leccese: i Carabinieri decapitano le frange mesagnesi e torresi della sacra corona unita. 14 misure cautelari e sequestro preventivo di un immobile con l’attività commerciale.
Nelle province di Brindisi, Lecce e Chieti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, con il supporto, nella fase esecutiva, di reparti speciali dell’Arma, hanno eseguito tredici  ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, nei confronti di 14 persone imputate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, truffa ai danni dello Stato, usura, estorsioni, lesioni personali, detenzione e porto di armi da sparo, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacente ed hanno eseguito il sequestro preventivo di un immobile e dell’attività commerciale ivi ubicata (il tutto per un valore stimato di 600mila euro) risultata essere la base operativa e logistica dell’organizzazione, sede stabile di riunioni e incontri tra gli affiliati.
Le indagini preliminari dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia  e  condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi tra il giugno 2020 e il giugno 2022 e avviate dopo il ritorno in libertà del promotore e organizzatore dell’associazione, elemento di spicco del clan della sacra corona unita “PASIMENI–VITALE–VICIENTINO”, hanno dimostrato la persistente operatività del clan di cui è risultato sodale anche un soggetto operante sul territorio brindisino emerso nel corso di altra attività di indagine originariamente diretta dalla Procura della Repubblica di Brindisi e svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Brindisi che ha quindi dato esecuzione alla ordinanza emessa anche nei confronti di quest’ultimo per associazione mafiosa e reati collegati attinenti al medesimo contesto investigativo.
Il successo investigativo è il frutto di un meticoloso lavoro di raccolta prove supportato da avanzate tecniche di indagine.
L’attività del Nucleo Investigativo ha permesso di tracciare la catena di comando dell’associazione, dimostrando come il capo impartisse direttive dal carcere, tramite il nipote, al suo luogotenente sul territorio. L’indagine condotta ha permesso di documentare nel dettaglio la feroce egemonia criminale imposta dal gruppo sul territorio. Il potere dell’organizzazione si manifestava attraverso un sistema di estorsione finalizzata al sostegno dei detenuti. Il promotore, infatti, riscuoteva il cosiddetto pagamento del “punto” o “pensiero” dagli spacciatori attivi nell’area. Questi proventi illeciti venivano utilizzati per garantire il mantenimento in carcere del capo e degli affiliati e assicurare il sostentamento economico delle loro famiglie. Teneva i rapporti con i capi degli altri gruppi che operavano all’interno della frangia dei mesagnesi ovvero con esponenti della sacra corona unita operanti su altri territori, pretendendo il rispetto delle reciproche sfere di competenza territoriale, concordando strategie per la gestione di interessi illeciti comuni e risolvendo conflitti relativi al rispetto delle regole sulla spartizione del territorio, dirigeva e organizzava il traffico di stupefacenti. Parallelamente, il gruppo esercitava un controllo territoriale basato su violenza e intimidazione. Non esitavano a condurre azioni violente, come pestaggi, sia per proteggere i propri accoliti sia per recuperare crediti insoluti dai pusher. A ciò si aggiungeva l’attuazione di estorsioni armate sistematiche ai danni di imprenditori e commercianti locali.
Infine, l’organizzazione criminale era profondamente radicata nelle attività finanziarie illecite, dedicandosi all’usura – concedendo prestiti a tassi esorbitanti – e al riciclaggio di denaro attraverso la gestione illecita di una rete di giochi e scommesse online su canali non autorizzati.
Infine, nel corso delle indagini, l’azione immediata dei militari ha consentito di arrestare in flagranza di reato altre 13 persone e sequestrare complessivamente più di 2 kg di stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish), a dimostrazione della costante pressione esercitata dall’Arma sul fenomeno criminale.
Complessivamente, sono 34 i soggetti indagati nell’ambito del procedimento penale.

Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

ANCORA CONTROLLI DELLA TASK FORCE COORDINATA DALLA POLIZIA DI STATO NELLE STALLE E NEGLI ALLEVAMENTI: DENUNCIATO UN UOMO PER MALGOVERNO DI ANIMALI E SEQUESTRATO UN CAVALLO. SOTTOPOSTO A SEQUESTRO SANITARIO ANCHE UN INTERO ALLEVAMENTO DI ANIMALI A VACCARIZO A CATANIA

  La Polizia di Stato ha denunciato per malgoverno di animali un catanese di 50 anni e ha sequestrato un cavallo maltrattato, affidandolo in giudiziale custodia. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati ogni settimana per la prevenzione e la repressione del fenomeno delle corse e della macellazione clandestina, i poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, unitamente ai medici del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinari – dell’Asp di Catania, hanno proceduto al controllo di una stalla in via Castromarino, in pieno centro storico. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario del fatiscente box abusivo, che era stato adibito a stalla, priva di acqua e luce, al cui interno vi era un cavallo in evidenti condizioni di maltrattamento. L’equide era molto sporco e maleodorante, in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie, senza cibo e acqua sufficienti, ed il box non aveva alcuna apertura per l’areazione degli ambienti. Unitamente ai polizi...

SINTESI RAPPORTO MAFIA IN TOSCANA DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO

SINTESI Presentazione: Piero Grasso, Presidente del Senato "...Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta... Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale dellaFondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri c...