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500 SENTINELLE DELLA LEGALITÀ A PADOVA

500 “Giovani sentinelle della legalità” seguono gli ideali del giudice Caponnetto INCONTRO REGIONALE A PADOVA. RICORDARE LE VITTIME DI MAFIA CON LA CITTADINANZA ATTIVA Illustri autorità politiche all’evento e il giornalista siciliano Umberto LUCENTINI, autore del libro “Paolo Borsellino, il valore di una vita” Antonino Caponnetto ha dedicato gli ultimi anni della sua vita ad entusiasmare i giovani delle scuole, per partecipare attivamente alla vita sociale e politica. La sua eredità spirituale prosegue oggi in tutta Italia, nel percorso di educazione alla legalità, coordinato da Domenico Bilotta, referente nazionale del progetto scuola della Fondazione Antonino Caponnetto. In Veneto la tappa più importante del percorso è prevista a Padova, presso la sala PIO X, il 27 maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.30. Sono tante le iniziative della giornata. Il ricordo delle vittime di mafia, il ricordo della strage di Capaci, della strage di via dei Gergofili, di cui ricorre il XXIII anniversario, si rende concreto con l’impegno quotidiano di tanti. Vi sono i giovani mestrini del liceo classico Franchetti e del liceo scientifico Bruno, impegnati a valutare analiticamente le cause della pericolosità del loro territorio: le vie deserte alle otto di sera, i bulletti minorenni che commettono rapine e lesioni personali, la stanchezza generale, che spinge gli abitanti di Mestre alla chiusura nelle proprie abitazioni. I ragazzi di Santa Giustina in Colle, combattono per uno spazio di aggregazione giovanile, che sia baluardo all’isolamento o alla solitudine della strada. I giovani della scuola padovana Andrea Briosco non si fanno sorprendere dal bullismo, anche nelle sue forme cyber, ne mettono in guardia i coetanei e si interrogano sulle soluzioni da porre al problema. I giovani dell’Istituto Valle di Padova cantano, suonano, parlano dell’Arcella, che immaginano grande e accogliente: una nuova casa anche per gli studenti di fuori, che hanno imparato a conoscerla e ad amarla negli anni di scuola. Porto Tolle: i giovanissimi della scuola media ne attestano la sporcizia con fotografie e reportage sul territorio e dicono “Basta”. Gli studenti delle superiori del comune rodigino di Porto Tolle, invece, continuano la loro battaglia contro la beffa del gioco d’azzardo. Una lezione che ci viene dai giovani: la loro dedizione lascia senza parole, insegnano un dialogo che non è fatto di urla, ma di impegno. Si mettono in discussione, osservano anche le loro stesse fragilità, ne fanno una bandiera di servizio alla causa dei più deboli. Costruiscono senza litigare, senza offendersi, scegliendo liberamente il metodo tra loro, e "appassionandosi" senza danneggiare l'altro. Sentimenti, emozioni, modi di essere che insegnano molto a quegli stessi adulti che credevano di essere lì per insegnare ai giovani qualcosa. Ad ascoltarli parlamentari, esponenti dell’Ufficio scolastico e tanti rappresentanti delle forze dell’ordine. Ospiti d’eccezione: Angelo Corbo, ispettore di Polizia, sopravvissuto alla strage di Capaci e autore di un libro di recente pubblicazione “Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze” (Diple Edizioni, 2016). E’ questa sicuramente un’intervista toccante, curata dal giornalista Umberto Lucentini, autore del libro “Paolo Borsellino, il valore di una vita”. Oltre alle parole, vibrano nella scena tante emozioni, grazie alla rappresentazione teatrale “Faceless” con gli attori Eleonora Fontana e Nicola Perin e dalle voci del coro del Tribunale di Padova che per oltre un mese ha lavorato con gli studenti padovani: si parte dalle note di un dolce organetto a quelle del loro Alleluja, tra cinquecento ascoltatori, per tutti coloro che hanno donato la propria vita per un mondo più giusto, e per tutti coloro che credono in un mondo migliore. E’ una educazione alla partecipazione politica effettiva, che assegna anche ai ragazzi più giovani la titolarità di partecipare e di essere ascoltati. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- Interviste Insegnante Fabiola Baldo “E’ molto importante diffondere la cittadinanza attiva a partire dai giovanissimi, diffondere la cultura della legalità; legalità è il contrario di illegalità, comportamenti che vanno sempre combattuti, dalla mafia alle violenze dei bulli; la partecipazione deve diventare pratica nella quotidianità della scuola e della vita dei ragazzi. Essi si devono abituare a vedere le cose e a dire quello che non va. Così cambieremo il mondo.” Studenti “Ammiro molto le persone che partecipano a questo progetto” Michele; “Volevano aprirci gli occhi alla realtà” Evelina; “Alcune persone hanno sacrificato la loro vita per un grande senso di giustizia” Simone; “La mafia uccide per denaro e per potere; possiamo vincerla soltanto rispettando le regole e le leggi, facendo sempre le cose giuste e avendo coraggio” Stefano. Padova, 23 maggio 2016


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