Passa ai contenuti principali

LUMIA: al sindaco di Cesarò, ecco i nomi dei boss del suo paese

Capisco la paura e spero che non sia altro, ma la reazione ‘la mafia non esiste’ è la più dannosa. Chi ama la propria comunità deve assumersi la responsabilità di guidare la lotta alla mafia, né può negare né tantomeno colludere. Aiuto io, pertanto, il sindaco di Cesarò a fare i nomi dei boss del suo paese: Pruiti e Catanese. Inoltre, gli invierò ancora una volta la mia interrogazione dove sono indicati tutti i boss e gli affari in cui sono coinvolti, in modo tale che la si smetta da un lato di dare solidarietà ad Antoci e dall’altro di assumere atteggiamenti ambigui e codardi.
Il sindaco di Cesarò in un’intervista ad un giornale ha affermato che l’agguato ad Antoci è da ascrivere non alla mafia ma alla delinquenza locale.
I nomi e cognomi a Cesarò li abbiamo fatti due anni fa, quando al sindaco fu bruciata l’automobile, in una sala piena di cittadini. In quella sede, col presidente del Parco dei Nebrodi e tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, assumemmo l’impegno di togliere i terreni ai mafiosi e di destinarli ai cittadini onesti.
Svegliarsi all’indomani dell’agguato ad Antoci e sminuire l’accaduto non è quello che ci si aspetta da un sindaco. Non è questo un comportamento da sindaco e da cittadino siciliano che vuole dare il proprio contributo per liberare il proprio territorio dalla mafia. Spero che anche altri sindaci  non facciano lo stesso errore, come invece pare che stia accadendo.
La strada da compiere è un’altra,  quella della piena condivisione di questa sfida, sostenendo l’attività delle forze dell’ordine e della magistratura per costruire percorsi concreti di legalità e sviluppo.
Giuseppe Lumia

Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

ANCORA CONTROLLI DELLA TASK FORCE COORDINATA DALLA POLIZIA DI STATO NELLE STALLE E NEGLI ALLEVAMENTI: DENUNCIATO UN UOMO PER MALGOVERNO DI ANIMALI E SEQUESTRATO UN CAVALLO. SOTTOPOSTO A SEQUESTRO SANITARIO ANCHE UN INTERO ALLEVAMENTO DI ANIMALI A VACCARIZO A CATANIA

  La Polizia di Stato ha denunciato per malgoverno di animali un catanese di 50 anni e ha sequestrato un cavallo maltrattato, affidandolo in giudiziale custodia. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati ogni settimana per la prevenzione e la repressione del fenomeno delle corse e della macellazione clandestina, i poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, unitamente ai medici del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinari – dell’Asp di Catania, hanno proceduto al controllo di una stalla in via Castromarino, in pieno centro storico. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario del fatiscente box abusivo, che era stato adibito a stalla, priva di acqua e luce, al cui interno vi era un cavallo in evidenti condizioni di maltrattamento. L’equide era molto sporco e maleodorante, in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie, senza cibo e acqua sufficienti, ed il box non aveva alcuna apertura per l’areazione degli ambienti. Unitamente ai polizi...

SINTESI RAPPORTO MAFIA IN TOSCANA DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO

SINTESI Presentazione: Piero Grasso, Presidente del Senato "...Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta... Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale dellaFondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri c...