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22mo VERTICE ANTIMAFIA FONDAZIONE CAPONNETTO


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LE MINACCE DI MAFIA A SALVO PALAZZOLO DEVONO FARCI RIFLETTERE di Giuseppe Lumia

Non sono le solite minacce, che comunque sono sempre gravi e non vanno mai sottovalutate soprattutto quando provengono dalla mafia.

Salvo Palazzolo ha messo  in evidenza che in un quartiere popolare di Palermo, famoso ahimè nel mondo, lo Zen, sono state distribuite derrate alimentari da parte di un certo Cusumano, il cui fratello era stato già coinvolto in fatti di mafia. Si tratta di tutto un mondo legato ai Lo Piccolo, che esercitano ancora il loro dominio su diversi  mandamenti mafiosi.

Perché c’è da rifletterci sopra? Perché per la mafia è decisivo mantenere un suo perverso sistema di welfare sociale, non per dispensare beneficenza o diritti ma per esercitare un dominio potente e soffocante.

Cambiano i capi, si alternano le leadership, da Riina e Provenzano a Matteo Messina Denaro e ai giovani come i rampolli dei Greco, ma per loro è sempre indispensabile tenere sotto i tacchi la vita quotidiana di chi soffre ed è in difficoltà reale.

Questo consente ai boss di mantenere in piedi…

MATTARELLA 40 ANNI DOPO. HA ANCORA SENSO FARE MEMORIA PERCHÉ ATTUALISSIMO E PERCHÉ LA VERITÀ NON È VENUTA FUORI di Giuseppe Lumia

Dall’omicidio di Piersanti  Mattarella sono passati ben 40 anni. Non sono pochi. L’oblio per anni aveva preso il sopravvento. Adesso bisogna ritornarci, ritornarci con rigore  e capire di più e consegnare così alle nuove generazioni una memoria di Mattarella potente, potremmo dire “pericolosa” perché non scontata, burocratizzata, addomesticata ma viva, dinamica che vuole il cambiamento e vuole ispirare chi intende liberarsi dalla mafia e dal  suo sistema di relazioni.

Il Leader politico e il Presidente della Regione Mattarella aveva ben tre muri da abbattere per realizzare il suo sogno di cambiamento:

1) Il muro di Cosa Nostra. Un muro consolidato e costruito in due secoli di penetrazione nella società, nell’economia e nella politica. La Democrazia Cristiana scelse nel dopoguerra di andare a patti con la mafia in funzione anti-sinistra dopo che nel 1947, alle prime elezioni libere per l’elezione dell’Assemblea Regionale, vinse il “Blocco del Popolo”. Con la strage di Portella delle G…

DALLA CHIESA. PASSANO GLI ANNI, LA LEZIONE RESTA. COSÌ I MISTERI. Di Giuseppe Lumia

Gli anni passano. Il 3 Settembre 1982 vengono abbattuti il generale-prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanule Setti Carraro e il fidato agente di scorta Domenico Russo. Anno dopo anno il delitto Dalla Chiesa rimane una lezione sferzante per comprendere che non basta “l’antimafia del giorno dopo”. 
Voleva che si approvasse l’allora rivoluzionaria legislazione sul reato di associazione mafiosa, il famoso 416-bis, e sulla decisiva aggressione ai patrimoni, misure contenute entrambe nella legge presentata al Parlamento da Pio La Torre. Niente. 
Mesi prima, il 30 Aprile, cadde il leader politico della sinistra siciliana. Il 3 Settembre sempre di quell’anno fu colpito il Prefetto, giunto a Palermo dopo i successi ottenuti nella lotta al terrorismo per organizzare una moderna strategia antimafia, alla luce della preziosa esperienza che aveva maturato da giovane prima a Corleone e poi alla guida della Legione dei Carabinieri di Palermo. Ancora niente. 
La legge fu approvata …