Passa ai contenuti principali

OPERAZIONE DIA / GDF BARI


Guardia di Finanza
Reparto Operativo Aeronavale
Bari

                                                                                  


COMUNICATO STAMPA

LA D.I.A. E LA GUARDIA DI FINANZA INTERCETTANO UN GOMMONE CARICO DI MARIJUANA PROVENIENTE DALL’ALBANIA
BLOCCATO E SEQUESTRATO AL LARGO DI MOLFETTA (BA), UN NATANTE CARICO DI QUASI UNA TONNELLATA E MEZZA DI MARIJUANA. ARRESTATI DUE ALBANESI.
Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Bari e i militari della Guardia di Finanza ha portato a termine un’operazione antidroga al largo delle coste baresi.
In particolare, i mezzi aeronavali del Corpo hanno localizzato e abbordato, dopo un breve inseguimento, un potente gommone che stava per raggiungere le coste pugliesi, approfittando del mare agitato. I due trafficanti a bordo del natante hanno provato, nonostante le pessime condizioni del mare, anche a darsi alla fuga e, nel vano tentativo di acquisire maggiore velocità e sfuggire alla cattura, si sono liberati di parte del carico gettandolo in mare. L’inseguimento condotto dalle vedette veloci del Reparto Operativo Aeronavale di Bari si è concluso poco dopo al largo di Molfetta (BA).
L’attività è stata coordinata dal Centro Operativo della D.I.A. di Bari con la collaborazione di pattuglie dei reparti territoriali della Guardia di Finanza di Barletta e Molfetta.
Il mezzo utilizzato per l’illecito traffico, un gommone lungo 9 metri, con due potenti motori fuoribordo, è stato portato agli ormeggi della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari e sequestrato.
Gli scafisti, H.E. 37 anni e M.H. di 34 anni, entrambi di Valona, sono stati arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti e posti a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. La marijuana sequestrata, era confezionata in 59 colli di varie dimensioni del peso complessivo di una tonnellata e 215 chili.
La sinergia tra D.I.A. e Reparti della Guardia di Finanza ha consentito di sottrarre un’altra fornitura di un ingente quantitativo di droga al mercato clandestino, che avrebbe fruttato al dettaglio oltre 12 milioni di euro all’organizzazione criminale.
Bari, 09 marzo 2017

Post popolari in questo blog

LA D.I.A. SEQUESTRA BENI PER 2.5 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI UN PREGIUDICATO PUGLIESE, OPERANTE A PADOVA, DI FATTO NULLATENTE

DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

COMUNICATO STAMPA

LA D.I.A. SEQUESTRA BENI PER 2.5 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI UN PREGIUDICATO PUGLIESE, OPERANTE A PADOVA, DI FATTO NULLATENTE

Nella giornata odierna il Centro Operativo D.I.A. di Padova e la Sezione Operativa D.I.A. di Lecce hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di BRINDISI  Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di DONOFRIO Giuseppe.
Il sequestro ha interessato la porzione di un immobile di pregio - la storica “Barchessa di VILLA MOLIN” - ubicato a Padova (di proprietà della moglie del DONOFRIO, BRONDIN Annalisa), nonché le quote di capitale sociale della società “I TRULLI Srl” con sede a Padova, per un valore complessivo di oltre 2,5 milioni euro.
I precedenti giudiziari del DONOFRIO, pugliese di origini ma ormai noto commerciate nellarea veneta, delineano la sua figura di esponente di vertice di organizzazione criminale dedita al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (anni ’80 e 90), …

MINACCE - BRANDARA - ABUSIVISMO - LICATA - PREOCCUPAZIONE

In riferimento alle minacce ricevute da Maria Grazia Brandara commissario di Licata che ha il difficile compito di affrontare la questione dell'abusivismo esprimiamo la nostra vicinanza oltre alla preoccupazione per tale episodio auspicando che venga trovato il responsabile al più presto.
Giusi Badalamenti, Elena Giampapa, Pasquale Calamia  ed Alessio Micale Fondazione Antonino Caponnetto - Sicilia



http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2017-09-22/a-licata-citta-abusivismo-minacce-morte-commissario-brandara-125725.shtml?uuid=AEz13wXC

CALLERI (FONDAZIONE CAPONNETTO) ~ FATTO GRAVE IL MURALES INNEGGIANTE A RIINA A FIRENZE

Oggi a Firenze è apparsa questa immagine di Riina. È apparsa su un muro in pieno centro storico.
Fatto grave e da non sottovalutare. La mafia vive di simboli. Firenze poi è città martire della mafia e non dobbiamo dimenticare la strage di via dei Georgofili e quella tentata di via Toscanini. Non ci si può permettere di tollerare un murales segno di consenso sociale per cosa nostra.

Salvatore Calleri Presidente Fondazione Caponnetto

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/01/26/foto/firenze_su_un_muro_del_centro_storico_spunta_il_murales_per_riina_santo_subito_-187335539/1/