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Presi gli autori della violenta rapina

 


Comando Provinciale di Bergamo - Cenate Sopra (BG), 13/02/2026 11:08

I Carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, coadiuvati da quelli del Comando Provinciale di Brescia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone ritenute responsabili di una rapina pluriaggravata in villa consumata il 6 ottobre 2024 a Cenate Sopra. L’episodio si era verificato in orario serale quando quattro soggetti, supportati da un quinto, all’esterno della proprietà , che faceva da “palo”, si erano introdotti all’interno di una villa di un imprenditore di Cenate Sopra. L’azione, bene organizzata e violenta, si era sviluppata in pochi ma concitati minuti, durante i quali la nuora del proprietario, sola in casa, era stata costretta a vivere momenti di forte tensione e paura. I rapinatori si sono mossi tra le stanze con rapidità e con modalità tali da impedire qualsiasi reazione da parte della donna. Armati di un’ascia e di una pistola, tenendo sotto minaccia la vittima, si erano fatti consegnare un orologio, alcuni monili in oro e vari suppellettili. I malviventi, prima di darsi alla fuga, hanno anche costretto la vittima a chiudersi in una stanza: “non uscire finché non ce ne siamo andati”. La chiamata ai Carabinieri fatta dal proprietario, che dalle telecamere “da remoto” stava assistendo al tutto, ha fatto scattare l’intervento immediato di più pattuglie dei Carabinieri, che sono arrivati tempestivamente. Tuttavia, la grandezza del parco della proprietà immobiliare ha fatto sì che gli stessi riuscissero a darsi alla fuga a bordo di un’utilitaria bianca, facendo perdere le loro tracce. La gravità dell’accaduto ha determinato l’immediato avvio di un’attività investigativa articolata e complessa, finalizzata a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e ad individuare i responsabili. L’attenzione dei militari della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Bergamo si è presto concentrata su cinque uomini, di età compresa tra i 26 e i 54 anni, tre italiani e due albanesi, residenti tra le province di Bergamo e Brescia, dei quali solo uno incensurato. Per ciascuno di loro, attraverso l’analisi dei filmati delle videocamere di sorveglianza presenti in zona, dei tabulati telefonici e delle testimonianze delle persone coinvolte, è stata delineata una ricostruzione dell’evento criminoso pienamente condivisa dall’Autorità Giudiziaria. Le indagini in corso sulla rapina di Cenate Sopra hanno anche facilitato l’arresto in flagranza, sempre ad opera dei carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, in relazione ad altra rapina, commessa il 22 ottobre 2024 a Milano ai danni della titolare di un “compro oro” mentre stava depositando alcuni preziosi in fonderia. Infatti tre dei cinque indagati che hanno commesso la rapina a Milano erano gli stessi che pochi giorni prima avevano commesso la rapina nella villa di Cenate Sopra. Dopo mesi di minuziosi accertamenti e riscontri, la Procura della Repubblica di Bergamo ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari cinque misure cautelari personali: per due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due gli arresti domiciliari e per il quinto l’obbligo di dimora. Inoltre, durante la fase esecutiva dei provvedimenti, sono stati rinvenuti nella disponibilità: - di uno degli indagati di origine albanese circa 13 grammi di marijuana, una dose di hashish ed € 19.570 in contanti: fatti per i quali è stato deferito in stato di libertà per spaccio di stupefacenti; - di un secondo indagato, italiano, nr. 10 cartucce cal. 32 abusivamente detenute: fatti per i quali è stato deferito in stato di libertà per detenzione abusiva di armi. - di un terzo indagato di origine albanese una pistola a salve priva di tappo rosso. L’operazione rappresenta l’esito di un’attività investigativa svolta dalla Procura e dai Carabinieri di Bergamo in stretto coordinamento, che ha permesso di fare piena luce su un episodio di particolare allarme sociale e di assicurare alla giustizia i presunti responsabili, adottando nei loro confronti adeguate misure cautelari. Tanto si comunica per la rilevanza pubblica dell’informazione, segnalando che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.

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