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Truffa del "Finto Carabiniere": sottrae 329mila euro con la tecnica dello Spoofing, denunciata l'autrice

 


Comando Provinciale di Vicenza - Vicenza, 08/05/2026 12:00

I Carabinieri della Stazione di Vicenza, a conclusione di una serrata attività investigativa e di analisi dei flussi finanziari, hanno deferito in stato di libertà una cittadina italiana di 31 anni, residente a Marigliano (NA), ritenuta responsabile di una sofisticata truffa aggravata ai danni di una cinquantacinquenne vicentina. L'indagine avviata a seguito, della denuncia della vittima, la quale era stata agganciata attraverso la tecnica dello "spoofing": un SMS ingannevole, apparentemente inviato dal proprio istituto di credito, la avvisava di operazioni sospette sul conto, invitandola a contattare un numero telefonico. Da quel momento è scattata una complessa messinscena orchestrata da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri che, per guadagnarsi la totale fiducia della donna, ha utilizzato un numero telefonico camuffato da quello di una reale stazione dell'Arma e ha effettuato una videochiamata dall'interno di un locale che poteva apparire quello di un ufficio di polizia. Convinta di partecipare a un'operazione di polizia “sotto copertura” al fine di incastrare dirigenti bancari infedeli, la vittima è stata indotta a eseguire bonifici per un totale di oltre 329.000 euro su conti correnti indicati dai criminali. La tempestività della denuncia e l'immediata attivazione delle procedure di emergenza da parte dei Carabinieri di Vicenza hanno permesso di bloccare e restituire subito alla vittima una somma di 99.000 euro, mentre ulteriori 129.342,88 euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo in esecuzione di un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria di Nola, per un recupero totale di oltre 228.000 euro. Questo episodio evidenzia l'evoluzione delle tecniche criminali, che fondono l'abilità informatica con una manipolazione psicologica estremamente raffinata e sottolinea l'importanza della prevenzione generale. L'Arma dei Carabinieri ricorda che nessun appartenente alle Forze dell'Ordine o operatore bancario richiederà mai, sotto alcuna circostanza, di spostare il proprio capitale verso conti correnti intestati a terzi o di fornire codici di accesso personali per finalità di indagine. È fondamentale diffidare di chiunque eserciti pressione psicologica o imponga il segreto su presunte operazioni di polizia, invitando i cittadini a interrompere immediatamente ogni comunicazione sospetta e a contattare direttamente il numero di emergenza 112 attraverso canali ufficiali per verificare l'identità dell'interlocutore. Si precisa che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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