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Esercizio abusivo della professione veterinaria


 Comando Carabinieri per la Tutela Biodiversità e Parchi  - Trabia (PA), 01/07/2026 10:25

I Carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo, unitamente al personale medico veterinario dell’ASP di Palermo, coadiuvati da personale della Stazione Carabinieri di Trabia, al termine di accertamenti ispettivi su delega della Procura della Repubblica di Termini Imerese, nel corso di una perquisizione, denunciavano una donna per una serie di illeciti connessi all’esercizio abusivo della professione veterinaria, al maltrattamento di animali, nonché alla diffamazione e truffa. All’esito dell’attività, veniva sottoposta a sequestro numerosa documentazione ritenuta di interesse investigativo, tra cui certificati sanitari, certificati genealogici E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), documentazione relativa alla commercializzazione di cani, documenti attestanti titoli e qualifiche professionali, nonché un significativo quantitativo di farmaci ad uso veterinario, alcuni dei quali scaduti, oltre a libretti sanitari e altro materiale utile alla ricostruzione dell’attività del sedicente veterinario che, sfruttando l’inesistente qualifica, attestava falsamente l’appartenenza di cani a razze pregiate, inesistenti genealogie, somministrando farmaci ad uso veterinario senza alcuna competenza. Durante la perquisizione, venivano altresì rinvenuti due container marittimi, che da verifiche effettuate sul posto, sono risultati corrispondenti a quelli oggetto di una denuncia presentata presso la Procura della Repubblica di Alessandria da una società che li aveva concessi a noleggio ad un’attività commerciale riconducibile all’odierna indagata. Tali container non erano mai stati restituiti alla società proprietaria nonostante la risoluzione del rapporto contrattuale e le ripetute richieste di riconsegna. È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, pur gravemente, e che la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di non colpevolezza.

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