Una violenta colluttazione avvenuta la sera dello scorso 29 giugno a Napoli, davanti alla fermata della ferrovia Cumana di piazza Montesanto, si è conclusa con l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco. Numerose le segnalazioni arrivate in Questura e le immagini dell’evento riprese dai presenti e rilanciate su diversi social network e testate giornalistiche online.
Al termine dell’indagine svolta dai poliziotti della Squadra mobile partenopea con il coordinamento della procura distrettuale napoletana, è stato eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di tre persone, due uomini e una donna, accusate, a vario titolo, dei reati di rissa, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, aggravati dalle modalità mafiose.
Tra le informazioni acquisite nell’immediatezza dei fatti dagli investigatori della Mobile, spiccava quella relativa alla possibilità che alcune donne avessero nascosto sotto un’auto in sosta, un’arma lunga, poco prima imbracciata da uno dei protagonisti della sparatoria.
Gli agenti hanno verificato l’informazione ed effettivamente hanno trovato e sequestrato un fucile mitragliatore da guerra AK-47 Kalashnikov, con doppio caricatore rifornito, nascosto sotto un’auto parcheggiata nei pressi della piazza.
Successivamente, dopo aver analizzato le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, gli investigatori della Mobile sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti, acquisendo gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati.
Le immagini hanno mostrato come, dopo la colluttazione, uno dei due uomini fermati, imbracciando il Kalashnikov, si sia aggirato tra la folla, mentre altri cercavano di tranquillizzarlo.
L’altro uomo, dopo aver preso una pistola dalla sua auto, ha esploso alcuni colpi in aria tra la folla.
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