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Sequestra l'auto al connazionale per un debito di droga

 


Comando Provinciale di Lucca - Altopascio (LU), 30/06/2026 14:13

Ad Altopascio, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Lucca e della Stazione di Capannori traevano in arresto un 36enne marocchino, residente a Siracusa, autotrasportatore, incensurato, per i reati di tentata estorsione aggravata e di resistenza a Pubblico Ufficiale. Nei pressi di un bar sito nella località Chimenti di Altopascio, sul numero d’emergenza 112 era stata segnalata una rissa tra cittadini extracomunitari. Giunti sul posto tempestivamente, i Militari dell’Arma venivano avvicinati da un 42enne marocchino, il quale visibilmente atterrito e ferito, gli riferiva che poco prima era stato aggredito da un connazionale che aveva accompagnato ad Altopascio, che dopo averlo colpito ripetutamente al torace, al capo e ad una mano con una bottiglia di birra, si era impossessato della sua macchina, una Kia Venga, con la quale si era allontanato. Secondo la vittima l’atteggiamento violento dell’uomo era dovuto ad un “debito di droga” di qualche centinaio di euro, che lo stesso aveva maturato nei suoi confronti qualche giorno prima e la sottrazione dell’auto, era finalizzata a costringerlo alla restituzione della somma dovuta. Le immediate ricerche operate dai Carabinieri, consentivano dopo circa mezz’ora di rinvenire il veicolo sulla via Bientinese dello stesso Comune, mentre era in sosta nel parcheggio di un locale. Nei pressi del veicolo veniva individuato il 36enne, che dopo essere stato fermato dai Militari dell’Arma si dimostrava poco collaborativo, aggredendoli verbalmente e minacciandoli brandendo una bottiglia di birra, atteggiamento che rientrava solo quando un dei Carabinieri impugnava il Taser. La successiva perquisizione personale consentiva di rinvenire le chiavi del veicolo oggetto della rapina consumata precedentemente ed un paio di forbici che l’uomo teneva in tasca. Ma le ostilità del 36enne non si placavano, difatti, mentre i Carabinieri lo stavano caricando sull’auto di servizio, dava in escandescenze, colpendoli con delle spallate e gomitate, inoltre durante il trasporto presso la caserma del Cortile degli Svizzeri, colpiva ripetutamente la paratia divisoria dell’autoradio con calci e testate. Successivamente, il veicolo veniva restituito al proprietario, mentre l’arrestato, dopo le formalità di legge, veniva tradotto presso la casa circondariale di Lucca, dove permane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si rammenta che l’indiziato è da ritenere presunto innocente sino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile di condanna all’esito del procedimento penale.

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