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DIA TRAPANI: CONFISCA DA 3,5 MILIONI

 


COMUNICATO STAMPA


D.I.A.: ANCORA UNA  CONFISCA  DI  BENI CONTRO IL “SISTEMA ECONOMICO-MAFIOSO” TRAPANESE
ULTERIORI 3 MILIONI E 500 MILA EURO DI CONFISCA ALL’IMPRENDITORE NICASTRI



La Direzione Investigativa Antimafia, a conclusione dell’udienza camerale del Tribunale di Trapani-Sezione MP, ha confiscato ulteriori beni, rientranti nella disponibilità patrimoniale di NICASTRI Vito, 57enne, imprenditore alcamese nel settore della produzione alternativa dell’energia elettrica, segnatamente fotovoltaico ed eolico.
L’odierna misura di prevenzione patrimoniale, scaturisce da un’ulteriore attività istruttoria avviata dal Tribunale trapanese sulla proposta di applicazione di misure di prevenzione patrimoniale e personale avanzata  dal Direttore della D.I.A., che ha già consentito di confiscare al Nicastri un patrimonio del valore di oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro.
Il Tribunale di Trapani ha, infatti, ritenuto sussistenti le argomentazioni già espresse in quel decreto di confisca, circa la connotazione, quale provento dell’attività illecita del Nicastri, anche dei beni oggi sottoposti a confisca, stimati in oltre 3 milioni e 500 mila euro.
 L’attività imprenditoriale del NICASTRI,   specializzato nello “sviluppo” di impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili, è consistita nella realizzazione e nella successiva vendita, chiavi in mano, di parchi eolici/fotovoltaici, con ricavi milionari.
 Le indagini, sviluppate anche attraverso una approfondita ricognizione dei procedimenti penali e dei numerosi eventi ritenuti rilevanti che hanno interessato il NICASTRI, hanno confermano collegamenti di quest’ultimo con noti esponenti mafiosi, riconducibili alla consorteria della “cosa nostra” trapanese e  “vicini” al noto latitante Matteo Messina Denaro.
Il provvedimento di confisca, disposto dal Tribunale – Sezione MP di Trapani, ha interessato  numerosi, ulteriori conti correnti bancari e rapporti finanziari, attestati in istituti di credito ubicati in varie località della Sicilia e della Lombardia, riconducibili al Nicastri, perché ritenuti proventi di attività illecita.-

Palermo, 20 settembre 2013.

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