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Misure di prevenzione antimafia – Confisca di beni per 17 milioni di euro

 


Misure di prevenzione antimafia – Confisca di beni per 17 milioni di euro

Palermo, 19 luglio 2022

Comando Provinciale Palermo

Il Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica - DDA, ha emesso un decreto di confisca del patrimonio di un noto imprenditore palermitano operante nel settore della vendita ed assistenza di pneumatici, per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro, eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo.

Oggetto della confisca di primo grado sono i seguenti beni, sottoposti a sequestro dalle fiamme gialle tra la fine del 2019 e l’aprile del 2020:

  • n. 2 aziende ubicate a Palermo, operanti nel settore della vendita e riparazione di pneumatici;
  • n. 1 Consorzio sito a Palermo, operante nel settore della revisione dei veicoli;
  • n. 28 immobili (appartamenti e magazzini), tra cui una villa con piscina sita a Palermo ed una villa sita a Isola delle Femmine (PA);
  • n. 32 rapporti bancari, 8 polizze vita ed 1 cassetta di sicurezza contenente preziosi ed orologi di pregio;
  • n. 9 autoveicoli e motoveicoli.

Sulla base degli accertamenti svolti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria – G.I.C.O. di Palermo, l’Autorità giudicante, valorizzando l’analisi e il riscontro di puntuali dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, nonché la rilettura orientata in chiave economico - finanziaria degli esiti di diversi procedimenti penali, ha ritenuto che l’imprenditore, formalmente incensurato, seppure non organicamente inserito nell’organizzazione criminale, sia da ritenersi “colluso” al sodalizio mafioso, posto che il medesimo ha operato, fin dall’inizio della sua avventura imprenditoriale avviata negli anni ’70, sotto l’ala protettiva di Cosa Nostra, in particolare le famiglie mafiose operanti nei quartieri Acquasanta e Arenella:

  • n. 2 aziende ubicate a Palermo, operanti nel settore della vendita e riparazione di pneumatici;
  • n. 1 Consorzio sito a Palermo, operante nel settore della revisione dei veicoli;
  • n. 28 immobili (appartamenti e magazzini), tra cui una villa con piscina sita a Palermo ed una villa sita a Isola delle Femmine (PA);
  • n. 32 rapporti bancari, 8 polizze vita ed 1 cassetta di sicurezza contenente preziosi ed orologi di pregio;
  • n. 9 autoveicoli e motoveicoli.

Sulla base degli accertamenti svolti dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria – G.I.C.O. di Palermo, l’Autorità giudicante, valorizzando l’analisi e il riscontro di puntuali dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, nonché la rilettura orientata in chiave economico - finanziaria degli esiti di diversi procedimenti penali, ha ritenuto che l’imprenditore, formalmente incensurato, seppure non organicamente inserito nell’organizzazione criminale, sia da ritenersi “colluso” al sodalizio mafioso, posto che il medesimo ha operato, fin dall’inizio della sua avventura imprenditoriale avviata negli anni ’70, sotto l’ala protettiva di Cosa Nostra, in particolare le famiglie mafiose operanti nei quartieri Acquasanta e Arenella:

  • occultando e schermando risorse delle famiglie mafiose, investendole nella propria attività e pattuendo con esponenti di spicco del sodalizio forme di compartecipazioni da cui far derivare il periodico versamento di somme negli anni;
  • mettendo a disposizione del sodalizio la sede della propria attività per incontri e comunicazioni riservate fra esponenti mafiosi, nonché per favorire, attraverso la duplicazione delle chiavi, il furto di autovetture che gli erano affidate per riparazioni, poi utilizzate anche per il compimento di ulteriori attività illecite;
  • ottenendo, attraverso specifici accordi con esponenti di spicco del sodalizio, l’esonero da richieste estorsive;
  • beneficiando del sostegno di esponenti di spicco della consorteria mafiosa per eliminare attività economiche concorrenti, ricorrendo a tal fine ad atti intimidatori tipici di Cosa Nostra.
  • Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale i sodalizi delinquenziali e di liberare l’economia legale dalle infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.

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