Direzione Investigativa Antimafia
Sezione Operativa di Lecce
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COMUNICATO STAMPA
CONFISCATI BENI PER 600.000 EURO A MERO GIUSEPPINO
la Direzione Investigativa Antimafia di Lecce HA ESEGUITO UN PROVVEDIMENTO DI CONFISCA DI BENI MOBILI E IMMOBILI RICONDUCIBILI A MERO GIUSEPPINO, 51 ENNE DI CAVALLINO (le), GIA’ CONDANNATO, TRA L’ALTRO, PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA AL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI.
IL SUDDETTO PROVVEDIMENTO, EMESSO DALLA 1^ SEZIONE PENALE DEL TRIBUNALE DI LECCE, SEGUE E CONFERMA QUELLO DI SEQUESTRO - ESEGUITO IN DATA 01.12.2014 - EMESSO DALLO STESSO TRIBUNALE A SEGUITO DI UNA PROPOSTA DI APPLICAZIONE MISURA DI PREVENZIONE PATRIMONIALE AVANZATA DAL DIRETTORE DELLA DIA A COMPENDIO DI COMPLESSE ED ARTICOLATE INDAGINI PATRIMONIALI CONDOTTE DALLA DIA DI LECCE CHE HANNO CONSENTITO DI ACCERTARE LA SPROPORZIONE TRA GLI ESIGUI REDDITI DICHIARATI DA MERO GIUSEPPINO E DAL PROPRIO NUCLEO FAMILIARE E L’INGENTE PATRIMONIO A lui riconducibile.
NELLA CIRCOSTANZA VENNERO SOTTOPOSTI A SEQUESTRO: n. 1 villa ubicata in agro di cavallino (LE); n. 1 appartamento su piu’ piani ubicato nel comune di lequile (le); N. 1 BOX UBICATO NEL COMUNE DI LEQUILE (le); N. 2 CONTI CORRENTI; N. 1 COMPENDIO AZIENDALE DI UNA DITTA INDIVIDUALE; IL 95% DEL COMPENDIO AZIENDALE DELLA SOCIETA’ “immobiliare spera”. IL TUTTO PER UN VALORE STIMATO DI CIRCA 600.000 EURO.
LECCE 20-04-2015
Comando Provinciale di Reggio Emilia - Reggio Emilia , 21/11/2025 13:42 Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia - che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. Proprio questo è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente. L’anziana d...
