Ventidue anni fa veniva sciolto in una vasca piena di acido nitrico il piccolo Giuseppe Di Matteo, un ragazzino di quindici anni, rapito e tenuto per ben due anni in prigionia da Cosa nostra con lo scopo di far tacere e punire suo padre Santino, divenuto collaboratore di giustizia.
Una storia drammatica che brucia ancora e che lascia un’inquietudine particolare nella coscienza di ognuno di noi, che si deve tradurre in un obiettivo chiaro e netto: distruggere Cosa nostra e ovviamente le altre mafie. Nessuna pietà, nessuna reminiscenza umana nei confronti del piccolo Di Matteo, un ragazzino fatto vivere in condizioni orribili, al buio e poi finito in quel modo orripilante.
Attenzione, questa disumana vicenda non fu gestita da pochissimi e malvagi uomini. Certamente Totò Riina, Giovanni Brusca e Bernardo Provenzano hanno le maggiori responsabilità oltre a Vincenzo Chiodo, Giuseppe Monticciolo e Enzo Salvatore Brusca, gli esecutori materiali dell’atroce delitto, ma fu l’intera Cosa nostra che conobbe il ragazzino e gestì materialmente la sua prigionia in giro per la Sicilia, in particolare nel trapanese, nell’agrigentino e a San Giuseppe Jato. Nessuno segnalò, nessuno fece un gesto di umana pietà.
Ecco perchè sono sempre convinto che non sia mai esistita una Cosa nostra buona ed una cattiva.
Non è vero che la mafia tradizionale, quella di un tempo, non uccideva gli indifesi – come i bambini – basti prendere l’esempio del piccolo pastorello di Corleone, Giuseppe Letizia, che fu assassinato dal capomafia di allora – colletto bianco – il dottore Michele Navarra e dal crudele e spietato Luciano Liggio.
La retorica che, dopo la dittatura di Riina e dei Corleonesi, potrebbe ritornare una mafia buona mettiamola da parte. Anche la mafia più raffinata, più proiettata negli affari, nei salotti buoni della finanza globalizzata e nel giro dei grandi poteri politico-massonici non si fa scrupoli, è pronta sempre a buttare giù la maschera e a trasformarsi in una terribile ed orrenda realtà.
Vi assicuro che difficilmente leggendo il lungo elenco dei cosiddetti “fine pena”, boss ritornati liberi sul territorio dopo aver scontato anche lunghi anni di carcere, troveremmo qualcuno pronto a mettere in secondo piano l’interesse di Cosa nostra in quanto tale, anche rispetto ai più semplici profili di umanità. Se dovessimo pensare oggi alle famiglie mafiose pronte a dirigere Cosa nostra, dai Madonia, del quartiere di Resuttana di Palermo, oppure a Giovanni Grizzaffi di Corleone (il cosiddetto “messia”) o della vasta stirpe degli Inzerillo, solo per citarne alcuni, bisogna essere consapevoli che si ha sempre a che fare con la mafia sporca, perchè la mafia in quanto tale è cosi, ed in quanto tale, va aggredita in modo sistemico, sul versante sociale e culturale, giudiziario e repressivo, politico-economico e finanziario.
In sostanza, sia per quanto riguarda i vecchi boss, sia i nuovi boss, che sicuramente in questo momento stanno sguazzando negli affari di Cosa nostra, non bisogna mai fare l’errore di leggere o paragonare le loro dinamiche ad altre organizzazioni sociali. Cancellare la mafia rimane un impegno prioritario. Oggi è possibile, oggi ne conosciamo l’infinita crudeltà, i punti di forza, ma anche le debolezze ed i limiti, che vi assicuro non sono pochi.
PER UNA EMILIA ROMAGNA SENZA MAFIA RAPPORTO 2012 A cura della Fondazione Antonino Caponnetto L’EMILIA ROMAGNA NON E' TERRA DI MAFIA MA LA MAFIA C'E' E RISCHIA DI COLONIZZARE LA REGIONE E SI PRESUME CHE IL SUO FATTURATO OSCILLI INTORNO AI 20 MILIARDI DI EURO NON DOBBIAMO ABBASSARE LA GUARDIA INDICE PROLOGO CRIMINALITA' MAFIOSA CALABRESE CRIMINALITA' MAFIOSA SICILIANA CRIMINALITA' MAFIOSA CAMPANA CRIMINALITA' MAFIOSA PUGLIESE CRIMINALITA' ORGANIZZATA STRANIERA Criminalità albanese Criminalità nordafricana Criminalità nigeriana Criminalità cinese Criminalità centroamericana/sudamericana Criminalità rumena Criminalità bulgara Criminalità ex URSS Altri fenomeni criminali stranieri INFILTRAZIONI MAFIOSE NEGLI APPALTI PUBBLICI RAPPORTI TRA LE VARIE MAFIE RAPPORTI TRA MAFIE E MONDO DELLA POLITICA ANALISI TERRITORIALE PER PROVINCIA PROVINCIA DI BOLOGNA PROVINCIA DI FERRARA PROVINCIA DI FORLI' CESENA PROVINCIA DI MODENA PROVINCIA...
