Roma, 19 apr. (LaPresse) - I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Viterbo hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due cittadini albanesi, considerati responsabili di un'aggressione a un cittadino nigeriano, creditore di uno di loro per poche decine di euro. Un terzo albanese è indagato nell'ambito dello stesso procedimento. Per i due arrestati il provvedimento, disposto dal Gip di Viterbo su richiesta della procura della Repubblica della stessa città, comporta gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. A casa di uno degli albanesi arrestati è stato trovato dagli investigatori circa mezzo chilo di hashish opportunamente suddiviso in dosi, e un ingente quantitativo di denaro contante. L'indagine si riferisce a un fatto avvenuto a febbraio, quando i tre albanesi avrebbero organizzato una vera e propria spedizione punitiva 'in stile Gomorra' contro il nigeriano, che aveva chiesto di onorare il debito maturato. Attirato in un luogo isolato con la scusa di un appuntamento la vittima sarebbe stata aggredita con bastoni, armi da taglio e sotto la minaccia di una pistola, usata anche come mezzo contundente. In seguito i tre avrebbero distrutto a sprangate l'auto del nigeriano che è in seguito riuscito a chiamare i soccorsi.
Droga e allacci abusivi alla rete elettrica: arresti e denunce della Polizia di Stato alla Vucciria a Palermo
Droga e allacci abusivi alla rete elettrica: arresti e denunce della Polizia di Stato alla Vucciria Nei giorni scorsi, nell’ambito dei costanti servizi di repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Vucciria, la Polizia di Stato , segnatamente personale della Sezione Criminalità Diffusa della locale Squadra Mobile ha denunciato in stato di libertà L.B.G. classe 2000, sequestrando a suo carico circa 6 grammi di cocaina. Nell’ambito dell’attività di controllo, avvenuta in una strada che il giovane percorreva a bordo di uno scooter senza la patente di guida – circostanza per la quale è stato anche denunciato all’Autorita Giudiziaria, si sono registrati dei momenti di tensione con alcuni abitanti del rione, innescati dalla reazione del padre del ragazzo, L.B.M. classe 80, che aggrediva fisicamente gli operatori. In conseguenza di tale condotta, l’uomo è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e per furto aggravato di energia ...