POLIZIA DI STATO - OPERAZIONE “MONOPOLI”: LA POLIZIA DI STATO CONCLUDE UN’ARTICOLATA INDAGINE SUL TRAFFICO DI PATENTI DI GUIDA FALSE

La Polizia di Stato, all’esito dell’operazione “Monopoli”, ha ricostruito un articolato sistema criminale finalizzato alla produzione e alla distribuzione di patenti di guida false, prevalentemente di nazionalità polacca, destinate a soggetti gravitanti nel Ponente savonese.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Savona e condotta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Savona, è scattata dal rinvenimento di una patente di guida contraffatta e si è sviluppata attraverso numerosi accertamenti, perquisizioni, acquisizioni documentali e analisi del contenuto di dispositivi elettronici.
Dal singolo documento di guida contraffatto si è giunti a ricostruire una vera e propria struttura criminosa, composta da vari intermediari, con il compito di individuare persone interessate ad ottenere in maniera fraudolenta la patente di guida, e da un soggetto con funzione di anello di congiunzione in Italia con un canale operante all’estero, dal quale i documenti sarebbero stati materialmente realizzati.
Nel corso dell’indagine sono state rinvenute e sequestrate patenti contraffatte e ulteriore documentazione falsa apparentemente rilasciata da autorità italiane e straniere, oltre a numerosi file, fotografie e video relativi alla realizzazione dei documenti.
In alcuni casi le patenti false erano destinate ad essere utilizzate anche per ottenere la conversione in corrispondenti titoli di guida italiani presso gli uffici della Motorizzazione Civile.
Gli elementi acquisiti, unitamente alle significative analogie riscontrate nelle modalità di formazione, distribuzione e consegna dei documenti, hanno così consentito di delineare un fenomeno di interesse sovraregionale e con proiezioni internazionali, ampliando considerevolmente la portata dell’indagine rispetto al singolo episodio dal quale aveva avuto origine.
L’attività, sviluppatasi nell’arco di diversi mesi, ha consentito complessivamente di indagare nove persone a vario titolo e di ricostruire i differenti ruoli rivestiti nel sodalizio: dai soggetti interessati all’ottenimento a pagamento delle patenti, agli intermediari presenti sul territorio, sino al collegamento con il canale estero attraverso il quale i documenti venivano realizzati.
Il tutto fatta salva la presunzione d’innocenza degli indagati.