Si fingevano operatori di istituti di credito e invitavano le vittime prescelte ad emettere assegni allo scopo di salvaguardare i propri risparmi. A riprova dell’operazione chiedevano l’invio, tramite whatsapp, della foto dell’assegno, che poi veniva versato su un conto corrente aperto in frode, e successivamente incassato dai falsi operatori, mediante prelievi su Atm o sportelli bancari. Al termine dell’indagine denominata “Fake check” condotta dai poliziotti della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Foggia e coordinata dalla procura della Repubblica foggiana, è stata eseguita un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari, nei confronti di 20 persone. Sono invece 29 le persone denunciate in stato di libertà per aver agevolato il gruppo criminale. In particolare, nove di loro sono finite in carcere, altrettante agli arresti domiciliari, mentre alle altre due è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gl...
Il blog notes di studio e formazione dell'antimafia geopolitica. Vincitore del premio Domenico Calabrò 2014. Attento ai reati spia.