Passa ai contenuti principali

CITES: deteneva 100 pappagalli protetti, denunciato

 


Comando Provinciale di Palermo - Palermo, 03/07/2026 11:29

I Carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo sugli allevamenti di avifauna, hanno effettuato un accesso ispettivo presso un allevamento amatoriale di avifauna esotica. All’arrivo dei militari, veniva accertata la presenza di oltre un centinaio di esemplari, sia di libera vendita, sia appartenente a specie tutelate dalla Convenzione di Washington, tra cui svariate coppie di calopsite, parrocchetti dal collare, parrocchetti monaci, canarini, pappagallini ondulati, circa una settantina di esemplari di inseparabili faccia rosa, nonché un esemplare di pappagallo cenerino. Tutti gli esemplari risultavano detenuti in condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti. Le gabbie e le voliere presentavano diffusi accumuli di deiezioni, residui organici, polveri e materiale sedimentato sui fondi, sui posatoi, sugli abbeveratoi e sui contenitori del mangime. Anche i locali si presentavano in evidente stato di incuria e carenza di manutenzione; tali condizioni venivano ritenute incompatibili con la natura degli animali detenuti e produttive di gravi sofferenze per gli stessi. Pertanto, militari operanti procedevano al sequestro di tutti gli esemplari presenti ed al deferimento all’Autorità Giudiziaria del detentore per il reato di previsto dall’art. 727 del Codice Penale. Inoltre, con riferimento all'esemplare di pappagallo cenerino, specie tutelata dalla normativa CITES ed inclusa nell’allegato A (quello con il livello più alto di tutela in quanto gravemente minacciato di estinzione), il detentore non disponeva la documentazione attestante la legale provenienza dell’esemplare, né la necessaria certificazione CITES idonea a giustificarne il possesso, di conseguenza i Carabinieri del Nucleo Cites procedevano al sequestro dell’animale e al deferimento del detentore per l’illecita detenzione dello stesso. In considerazione della particolare tipologia degli animali oggetto di sequestro, ritenendo che un trasferimento in blocco di tutti gli esemplari potesse nuocere alla loro salute, d’intesa con l’Autorità Sanitaria, venivano impartite delle prescrizioni volte a ripristinare le condizioni igienico sanitarie e di vivibilità per tutti gli esemplari, nelle more delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria e dell’individuazione di una struttura idonea a trattenerli. È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, pur gravemente, e che la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di non colpevolezza.

Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

TRAFFICO DI RIFIUTI DA LA SPEZIA IN MAROCCO

http://www.lanazione.it/laspezia/cronaca/2014/04/03/1048257-rifiuti-dogana-sequestro.shtml

Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Michele Carbone assume la carica di Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), subentrando al Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Maurizio Vallone

  DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA COMUNICATO STAMPA AVVICENDAMENTO AL VERTICE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA  Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Michele Carbone assume la carica di Direttore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), subentrando al Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Maurizio Vallone. Il Generale Carbone, originario di Barletta (BA), arriva alla DIA dopo un proficuo mandato di un anno e due mesi come Comandante Interregionale dell'Italia Meridionale, con sede a Napoli. Durante tale periodo, ha esercitato con successo le funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento dei Reparti della Guardia di Finanza, che con circa 10.000 militari operano nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata e Molise. Questi reparti costituiscono la prima linea nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria nel nostro Paese. La carriera del Generale Carbone è stata caratterizzata da numerosi incarichi di comando, ognuno dei quali ha contr...