DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA
COMUNICATO STAMPA
LA D.I.A. SEQUESTRA BENI PER OLTRE UN MILIONE DI EURO AD UN PALERMITANO RITENUTO APPARTENENTE A COSA NOSTRA.
La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha eseguito un provvedimento di sequestro, emesso dal locale Tribunale – Sezione M.P., nei confronti di LO DUCA Giacomo, cl.1953, già colpito, nel 2011, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere relativamente all’operazione “Codice Rosso” dello stesso Centro Operativo.
LO DUCA, ritenuto socialmente pericoloso ed indiziato di appartenenza alla “famiglia mafiosa” di Carini (PA), annovera nel suo curriculum criminis anche una condanna alla pena di nove anni di reclusione perché ritenuto responsabile, unitamente ad altri soggetti tra cui PASSALACQUA Calogero Giovan Battista, del delitto previsto dall’art. 416 bis c.p., nonché di tentata estorsione aggravata e continuata.
Le indagini economico-patrimoniali svolte dalla D.I.A. palermitana, effettuate d’intesa con il Procuratore Aggiunto Dott. Bernardo Petralia, coordinatore del “Gruppo Misure di Prevenzione” della locale Procura Distrettuale Antimafia, hanno permesso di accertare la sproporzione esistente tra il valore delle disponibilità ed i redditi dichiarati dallo stesso, a conferma della sua pericolosità sociale .
Con l’odierno provvedimento sono stati sottoposti a sequestro immobili (fabbricati, ville e terreni), complessi aziendali, conti correnti e autovetture per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro.
Palermo, 29 febbraio 2016
Comando Provinciale di Reggio Emilia - Reggio Emilia , 21/11/2025 13:42 Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia - che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. Proprio questo è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente. L’anziana d...
