DIREZIONE
INVESTIGATIVA
ANTIMAFIA
Centro Operativo di Catania
Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Catania
Direzione Distrettuale Antimafia
COMUNICATO STAMPA
Nella mattinata odierna personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania sta eseguendo il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Siracusa - Sezione Misure di Prevenzione - su proposta avanzata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti di soggetto ritenuto contiguo all’organizzazione mafiosa “Nardo” egemone nella provincia di Siracusa.
Il Tribunale di Siracusa, accogliendo la proposta avanzata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania ha, pertanto, disposto il sequestro dei beni di cui il soggetto risulta disporre direttamente o indirettamente, per un valore complessivamente stimato in circa 7.000.000 di euro, consistenti in nr. 5 (cinque) società operanti nel settore della progettazione, costruzione e montaggio di carpenteria metallica e della produzione di energia elettrica da fonte solare ed una società attiva nel settore delle corse dei cavalli, nonché una lussuosa villa, terreni e rapporti finanziari.
I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà, presso la Procura della Repubblica di Catania, alle ore 11.00, alla presenza del Procuratore Capo di Catania, dr. Michelangelo PATANE’.
Catania, 22 febbraio 2016
Comando Provinciale di Reggio Emilia - Reggio Emilia , 21/11/2025 13:42 Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia - che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. Proprio questo è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente. L’anziana d...
