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LUMIA SOLIDALE CON IL CENTRO PADRE NOSTRO

AL CENTRO PADRE NOSTRO PIENO SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ

Caro Maurizio Artale, ho letto della incursione al Centro Padre Nostro del nipote del boss mafioso Lauricella, detto “Scintillone”. Il ritorno dei ‘fine pena’ nei quartieri e nei territori rimane un problema molto serio. Da tempo ho chiesto un continuo monitoraggio per prevenire e colpire una presenza minacciosa e capace di riprendere il pressing delle mafie sui cittadini, sugli operatori economici e sulle stesse  realtà sociali di promozione di umanità e diritti sociali come il Centro Padre Nostro che lavora da anni a Brancaccio sul prezioso e profetico insegnamento di Padre Pino Puglisi.

Lo Stato con in testa la Prefettura, le Forze dell’ordine e la Magistratura adesso è impegnato per bloccare il diffuso ritorno dei boss, la loro arroganza e la loro pretesa di mantenere il possesso dei beni che, non dimentichiamolo mai, sono il frutto  di attività criminali spesso assassine come la droga.
Rimane per lo Stato anche la necessità di riflettere sullo sconfinamento del boss della Kalsa a Brancaccio che può avere due significati probabilmente sovrapponibili. Il primo è che i Lauricella stanno scalando i vertici di Cosa nostra, solo così potrebbe spiegarsi  la capacità della Kalsa di proporsi come reggente di fatto  del mandamento di Brancaccio. L’altro è che a Brancaccio si hanno enormi difficoltà al punto tale che i boss del calibro dei Graviano e degli stessi Guttadauro preferiscono,  piuttosto che scegliere al loro interno, affidarsi ai Lauricella.

Ti sono vicino e, come sai, Ti seguirò con discrezione ma efficacia. Un caro abbraccio a Te e a tutti  gli operatori del Centro. Andate avanti con quella progettualità che cambia la vita dei ragazzi e dà risultati Sociali straordinari.

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