Passa ai contenuti principali

Lotta al ‘’caporalato’’ e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel settore agricolo

 Ancona - Operazione Country workers, 1 arresto 12 denunciati e oltre 50 lavoratori sfruttati


I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, sotto l’egida della Procura della Repubblica di Fermo, hanno concluso un’articolata indagine di polizia giudiziaria che ha consentito di stroncare un radicato fenomeno di sfruttamento illecito della manodopera irregolare (cd. caporalato), gestito da un soggetto di etnia pakistana, che ha visto convolti oltre 50 lavoratori e una decina di aziende agricole operanti nella parte meridionale della Regione.
In particolare, le complesse indagini eseguite dai finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona – scaturite dall’esame di movimentazioni bancarie sospette – hanno consentito di risalire alle responsabilità di un imprenditore pakistano, domiciliato a Fermo. Quest’ultimo, al fine di fornire manodopera a basso costo alle imprese agricole coinvolte, “arruolava” connazionali in evidente stato di bisogno – poiché irregolari sul territorio nazionale, oppure, se regolari, con la necessità di lavorare per garantirsi i mezzi necessari sia per rinnovare (o ottenere) il permesso di soggiorno che per mantenere i propri familiari – destinandoli poi al lavoro presso terreni agricoli di terzi, in condizioni di sfruttamento. Secondo la ricostruzione investigativa, i lavoratori venivano sottoposti a turni di lavoro massacranti, senza interruzioni e fruizioni di pausa pranzo, riposi festivi e settimanali, dietro l’erogazione di un compenso (in gran parte dei casi corrisposto “in nero” per occultare gli effettivi orari di servizio) ben al di sotto del salario minimo previsto dal contratto nazionale di categoria.
Tra l’altro, il “caporale” pretendeva da ogni operaio una quota giornaliera di 5 euro per le spese di trasporto e di consumo del carburante e, quando non erano al lavoro nei campi, i braccianti erano costretti a dimorare in abitazioni fatiscenti. All’esito delle indagini, la Procura di Fermo, condividendo le prospettazioni formulate dalle Fiamme Gialle doriche, ha richiesto e ottenuto nei confronti del “caporale” un’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita dai militari del G.I.C.O..
Il provvedimento cautelare interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva, svolgendo ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse degli indagati.
In conclusione, l’odierna attività testimonia l’impegno della Guardia di Finanza per la salvaguardia dei lavoratori e a tutela dei diritti delle fasce più deboli della società. L’operazione di servizio si colloca nell’ambito del contrasto al lavoro nero che costituisce una piaga per l’intero settore economico perché sottrae risorse all’erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste.


Post popolari in questo blog

Sequestrata pistola e tre arresti per furto di energia

  Comando Provinciale di  Palermo   -   Palermo , 05/01/2026 11:04 I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti nei giorni di festa sia in ambito cittadino che provinciale per prevenire la criminalità comune, hanno sequestrato una pistola, arrestato tre persone e denunciato altri due uomini. A Palermo, in via Agesia di Siracusa, nel cuore del quartiere ZEN 2, i militari della locale Stazione Carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, hanno rinvenuto una pistola revolver a 5 colpi senza matricola e 169 cartucce calibro 44 magnum. L’arma e le munizioni erano state nascoste all’interno di una cavità ricavata nel sottoscala di un padiglione e sono state individuate grazie al fiuto dell’unità cinofila addestrata alla ricerca di esplosivi. Il materiale è stato sequestrato per i successivi accertamenti balistici, volti a verificare l’eventuale utilizzo delle armi in pregres...

ANCORA CONTROLLI DELLA TASK FORCE COORDINATA DALLA POLIZIA DI STATO NELLE STALLE E NEGLI ALLEVAMENTI: DENUNCIATO UN UOMO PER MALGOVERNO DI ANIMALI E SEQUESTRATO UN CAVALLO. SOTTOPOSTO A SEQUESTRO SANITARIO ANCHE UN INTERO ALLEVAMENTO DI ANIMALI A VACCARIZO A CATANIA

  La Polizia di Stato ha denunciato per malgoverno di animali un catanese di 50 anni e ha sequestrato un cavallo maltrattato, affidandolo in giudiziale custodia. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati ogni settimana per la prevenzione e la repressione del fenomeno delle corse e della macellazione clandestina, i poliziotti della Squadra a Cavallo della Questura di Catania, unitamente ai medici del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinari – dell’Asp di Catania, hanno proceduto al controllo di una stalla in via Castromarino, in pieno centro storico. I poliziotti hanno rintracciato il proprietario del fatiscente box abusivo, che era stato adibito a stalla, priva di acqua e luce, al cui interno vi era un cavallo in evidenti condizioni di maltrattamento. L’equide era molto sporco e maleodorante, in condizioni igienico sanitarie estremamente precarie, senza cibo e acqua sufficienti, ed il box non aveva alcuna apertura per l’areazione degli ambienti. Unitamente ai polizi...

SINTESI RAPPORTO MAFIA IN TOSCANA DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO

SINTESI Presentazione: Piero Grasso, Presidente del Senato "...Oggi, come Presidente del Senato, sono chiamato a un ruolo di garanzia che mi impedisce di entrare nel vivo del procedimento di formazione della legge e persino di votare le leggi. Ma non per questo ho rinunciato alla lotta per la legalità e la giustizia. È questo un obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire, con un rinnovato impulso etico e una ancora maggiore conoscenza tecnica del fenomeno. Sono certo che questo Rapporto, straordinariamente innovativo nella sua capacità di analizzare le infiltrazioni mafiose, sarebbe piaciuto ad Antonino Caponnetto, eroe simbolo di questa lotta... Il suo coraggio, la sua forza, la sua capacità di creare armonia e affiatamento nel lavoro sono ora la linfa vitale dellaFondazione che porta il suo nome, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata, in particolare attraverso la costante opera di formazione e sensibilizzazione rivolta ai giovani, i futuri c...